Spese per autoveicoli

Spese per autoveicoli


La disciplina fiscale degli autoveicoli è stata oggetto negli ultimi anni di molteplici interventi che hanno determinato alcuni importanti cambiamenti, sia per ciò che concerne l’imposizione diretta, sia per quella indiretta.

Nel corso del 2012 vi sono stati ben due interventi normativi che hanno interessato le auto aziendali modificando così le disposizioni contenute nell’art. 164 TUIR. In particolare, la L. 92 del 28 giugno 2012 (Riforma del lavoro) ha previsto per le auto aziendali la deducibilità al 27,5% e per le auto concesse in uso ai dipendenti la deducibilità al 70%, mentre la L. 228 del 24 dicembre 2012 (Legge di stabilità) ha nuovamente modificato la deducibilità delle auto aziendali riducendola al 20%.

La deducibilità dei costi relativi ai mezzi di trasporto, dunque, varia in base al rispetto del principio dell’inerenza. Il costo è inerente quando si riferisce (cioè, attiene) all’attività di impresa concretamente svolta; non è inerente, ed è quindi indeducibile, quando soddisfa un bisogno “personale” dell’imprenditore.

IMPOSTE DIRETTE - Deducibilità IRPEF/IRES

L'art. 164 TUIR fa riferimento "alle spese e agli altri componenti negativi di reddito relativi ai mezzi di trasporto a motore [...] utilizzati nell'esercizio di imprese, arti e professioni", di cui all'art. 54 del D.Lgs 285 del 1992, nonché ai ciclomotori e ai motocicli. 

ll citato D.Lgs 285/1992 individua come autoveicoli quei veicoli a motore con almeno quattro ruote distinti in:

  • autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
  • autocaravan: veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all'alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente.

Tali spese (spese di acquisto del veicolo nonchè spese connesse al suo utilizzo, tra cui assicurazioni, manutenzioni, pedaggi, posteggi, carburanti, lubrificanti) sono interamente deducibili se:

  • utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa (es. auto utilizzate dalle imprese di noleggio, dalle scuole guida o dalle pompe funebri);
  • adibiti ad uso pubblico: la destinazione ad uso pubblico viene riconosciuta attraverso un atto della Pubblica Amministrazione (veicoli utilizzati dal titolare della licenza comunale per l’esercizio del servizio di taxi).

In tutti i casi diversi dai precedenti tali spese sono parzialmente deducibili:

  • 20% delle spese, regola generale: per quanto riguarda l'acquisto dell'autoveicolo non è deducibile la spesa che eccede 18.075,99 euro per  le  autovetture  e  gli  autocaravan, 4.131,66 euro per  i  motocicli, 2.065,83 euro per  i  ciclomotori;
  • 70% delle spese per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la metà più uno dei giorni che compongono il periodo d’imposta. In caso di acquisto o vendita nel corso di tale periodo il veicolo deve essere utilizzato dai dipendenti per la metà più uno dei giorni di effettivo possesso. È invece irrilevante il fatto che l’utilizzo non avvenga in modo continuativo o che il veicolo sia sempre utilizzato dal medesimo dipendente. La concessione del veicolo in uso promiscuo al dipendente deve essere provata con idonea documentazione (scrittura privata fra datore di lavoro e dipendente, clausola inserita in un contratto di lavoro);
  • 80% delle spese per rappresentanti o agenti di commercio: per quanto riguarda l'acquisto dell'autoveicolo non è deducibile la spesa che eccede i 25.822,84 euro per i rappresentanti o agenti di commercio.

Locazione e noleggio

Se è stato stipulato un contratto di locazione o noleggio non risulta fiscalmente deducibile la parte del costo eccedente:

  • i 3.615,20 euro per le autovetture e gli autocaravan, 
  • i 774,69 euro per  i motocicli,
  • i 413,17 euro per i ciclomotori.

In caso di contratti di noleggio “full service” (contratti piuttosto consueti che prevedono, insieme alla locazione del veicolo anche l’effettuazione di prestazioni accessorie, quali la manutenzione ordinaria, il pagamento dell’assicurazione, la sostituzione della vettura in caso di guasto, ecc..) i limiti suddetti vanno riferiti unicamente al noleggio e non anche alle prestazioni accessorie; a tal fine il contratto deve indicare la quota riferibile alle spese per i servizi accessori. Per le spese di noleggio il costo fiscalmente rilevante va ragguagliato al periodo di utilizzazione del bene durante l’anno.

IMPOSTE INDIRETTE - Detraibilità ai fini IVA

L'IVA relativa all'acquisto o all'importazione di veicoli stradali a motore è detraibile al 40%, senza alcuna possibilità di dimostrare un utilizzo maggiore del bene o del servizio. Resta inteso che la detrazione è ulteriormente ridotta ove sussistano le limitazioni conseguenti all'effettuazione di operazioni esenti o non soggette.

La detraibilità è integrale esclusivamente nei seguenti casi:

  1. tali beni costituiscono oggetto dell'attività d'impresa (es. concessionari auto)
  2. tali beni sono utilizzati esclusivamente nell'esercizio dell'attività d'impresa (es. auto a disposizione dei dipendenti dietro corrispettivo; noleggio/taxi);
  3. tali beni sono utilizzati da agenti o rappresentanti di commercio.

 

Credito per ricerca e sviluppo

Stabilità 2017: novità in materia di credito per attività di ricerca e sviluppo

20 Gennaio 2017

Dal 2017 sono agevolabili tutte le spese per personale impiegato in R&S. La misura del credito si alza al 50% per tutte le tipologie di spesa previste dal DL 145/2013

La legge di Stabilità per il 2017 (Legge 232/2016) ha apportato alcune modifiche in materia di credito d'imposta per le attività di ricerca e sviluppo, che entrano in vigore dal 2017. Il credito è concesso a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, per gli investimenti sostenuti a partire dal periodo d'imposta 2015 in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

In primo luogo, l'agevolazione è stata prorogata di un anno, fino al 31 dicembre 2020. L'importo massimo del credito annuale per ciascun beneficiario passa da 5 milioni a 20 milioni, sempre a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari ad euro 30.000.

La percentuale di spesa incrementale che costuisce credito d'imposta passa dal 25% al 50% per:

  • le quote di ammortamento degli strumenti acquisiti per scopi di ricerca e sviluppo (in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l'attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell'imposta sul valore aggiunto)

  • competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne

La misura del credito era già al 50%, infatti, per le restanti due tipologie di spesa (spese per personale altamente qualificato e contratti di ricerca cd “extra-muros”).

Rilevante novità riguarda la tipologia di spesa agevolabile di cui all'art.3 comma 4 lettera a)  del DL 145/2013 che individuava le spese per personale altamente qualificato (in possesso di una laurea tra quelle specificate nell'apposito allegato del decreto) impiegato in attività di ricerca e sviluppo. Dal 2017 sono agevolabili tutte le spese per personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, indipendentemente dal titolo di studio acquisito.

Il credito calcolato deve essere inserito in dichiarazione dei redditi e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui le spese per le attività di ricerca e sviluppo sono state sostenute.

L'agevolazione dal 2017, infine, spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio italiano di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell'Unione europea, negli Stati aderenti all'accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati compresi nell'elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996. Si attendono provvedimenti che forniscano maggiori dettagli in merito.

Iper-ammortamento al 250%

Legge di bilancio 2017: quali beni strumentali rientrano nel nuovo iper-ammortamento al 250%?

23 Gennaio 2017
La Legge di bilancio 2017 ha prorogato il superammortamento del 140% per gli investimenti in beni strumentali materiali nuovi e ha introdotto il nuovo iper-ammortamento al 250%
Con la Legge di bilancio 2017 (art. 1, co. 9, Legge 11 dicembre 2016, n. 232) è stato introdotto l’iper-ammortamento al 250 per cento per alcune particolari categorie di beni rientranti nel piano nazionale industria 4.0; si tratta di macchinari industriali ad alto contenuto tecnologico, interconnessi e collegati ad internet, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.La norma, con una definizione assai generica dei beni oggetto dell’agevolazione, introduce la possibilità di maggiorare del 150% il costo di acquisto di determinati beni materiali strumentali nuovi, il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti.Nello specifico trattasi di:
  • macchine utensili per asportazione,
  • macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici,
  • macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime,
  • macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali,
  • macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura,
  • macchine per il confezionamento e l’imballaggio,
  • macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico),
  • robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot,
  • macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici,
  • macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale,
  • macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici),
  • magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.
Tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche:
  • controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller),
  • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program,
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo,
  • interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive,
  • rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.
Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:
  • sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto,
  • monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo,
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico),
  • dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti,
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti.
Allo stesso modo, rientrano nell’agevolazione anche i sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità, ad esempio i sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e gli altri sistemi di monitoraggio per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica (per un elenco completo si rimanda all’allegato A della Legge di bilancio).Infine, sono ancora agevolati i dispositivi per l'interazione uomo macchina e per il miglioramento dell'ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro, sempre in logica 4.0:
  • banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità),
  • sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/ robotizzata/interattiva il compito dell'operatore,
  • dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality,
  • interfacce uomo‐macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l'operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.
I soggetti che beneficiano di questa maggiorazione del 150% e che, nello stesso periodo, effettuano investimenti in beni immateriali, quali ad esempio software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni (compresi nell’allegato B della Legge di bilancio), possono maggiorare il relativo costo di acquisizione del 40%.L’impresa che intende fruire dell’iper-ammortamento è tenuta a produrre:
  • una dichiarazione resa dal legale rappresentante ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al DPR 445/2000 ovvero,
  • per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale o da un ente di certificazione accreditato.
Si ricorda che… E’stata confermata anche per il periodo d’imposta 2017 l’agevolazione del super-ammortamento, introdotta dall’art. 1, comma 91, Legge 208/2015, che consiste nella possibilità di dedurre fiscalmente il 140% dei costi riferiti agli acquisti di beni materiali strumentali nuovieffettuati entro il 31 dicembre 2017, ovvero entro il 30 giugno 2018, in quest’ultimo caso solo a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Il super-ammortamento è stato prorogato ma con limitazioni rispetto all’agevolazione preesistente: dal periodo d’imposta 2017 sono esclusi i veicoli non strumentali e gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164, comma 1, lettere b) e b-bis), del TUIR. 

Risparmio energettico al 70 - [...]

Interventi per il risparmio energetico: proroga detrazione al 65% e nuove ipotesi al 70 - 75%

23 Gennaio 2017

La Legge di bilancio 2017 ha prorogato la detrazione del 65% per gli interventi volti al risparmio energetico e ha introdotto nuove ipotesi agevolate al 70 e 75% per gli interventi su parti comuni

La Legge di bilancio 2017 (art.1, co.2, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232) ha disposto la proroga della detrazione fiscale del 65% riconosciuta per le gli interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici di qualunque categoria catastale, compresi quelli strumentali.

Pertanto, fino al 31 dicembre 2017 è confermata la detrazione fiscale al 65% per i soggetti passivi Irpef e Ires che sostengono spese per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;

  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre comprensive di infissi);

  • l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali;

  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;

  • l’acquisto e la posa in opera di schermature solari indicate nell’allegato M del D. Lgs. 311/2006 (dal 1° gennaio 2015).

Gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali sono stati invece prorogati fino al 31 dicembre 2021; tali interventi, nel caso in cui interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio stesso, beneficiano di una detrazione del 70% in luogo di quella ordinaria del 65%.

La detrazione è incrementata al 75% per gli interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva, che conseguano almeno la qualità media di cui al DM 26 giugno 2015.

Entrambe le detrazioni “maggiorate” al 70 o 75% sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l'edificio. Inoltre, la sussistenza delle condizioni valide ai fini della maggiorazione del beneficio, deve essere asseverata da professionisti abilitati mediante l'attestazione della prestazione energetica degli edifici; l’ENEA sarà l’ente incaricato ad effettuare i dovuti controlli su tali dichiarazioni. La mancata veridicità dell'attestazione comporta la decadenza dal beneficio, ferma restando la responsabilità del professionista per la dichiarazione mendace.

Sono infine confermate le agevolazioni per i contribuenti che si trovano nella cosiddetta “no tax area” (incapienti): le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017, per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni di edifici condominiali, possono essere cedute al fornitore del bene (o del servizio) utilizzato per la realizzazione dell’intervento medesimo. In tal caso viene ceduto dal beneficiario al fornitore un credito pari alla detrazione Irpef spettante, come pagamento di parte del corrispettivo. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari.

I contribuenti interessati sono i condòmini che non possono usufruire della detrazione perché possiedono redditi esclusi da Irpef, ad esempio per espressa previsione di legge o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni spettanti.

Novità 2017

SPESOMETRO TRIMESTRALE

A decorrere dal prossimo 1.1.2017, è prevista l’introduzione di un nuovo adempimento, ossia la nuova comunicazione trimestrale delle operazioni rilevanti ai fini Iva, in sostituzione del vigente spesometro annuale. In altri termini, a partire da tale data, indipendentemente dalla periodicità con la quale vengono effettuate le liquidazioni e i versamenti Iva (mensile o trimestrale), i soggetti passivi, in luogo della presentazione dello “spesometro annuale”, dovranno trasmettere, sempre in modalità telematica, ma su base trimestrale:

- i dati di tutte le fatture emesse, di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. 633/72 (comprese le bollette doganali) e delle variazioni;

- entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre solare.

Spetterà, comunque, ad un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate individuare le modalità di invio della comunicazione in esame, nonché la tipologia dei dati che dovranno essere trasmessi, fermo restando il seguente contenuto minimo:

  • dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
  • data ed il numero della fattura;
  • base imponibile;
  • aliquota applicata;
  • imposta;
  • tipologia dell’operazione.

Viene introdotta una sanzione amministrativa fissa, da un minimo di euro 25 ad un massimo di euro 25.000, l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura indicati nella comunicazione trimestrale in analisi: non è applicabile il cumulo giuridico di cui all’art. 12 del D. Lgs. 472/97 (art. 11, co. 2 -bis, del D.Lgs. 471/97).

Posto che l’obbligo di trasmissione trimestrale dei dati delle fatture decorre dall’1.1.2017, anche la comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini Iva (c.d. “Spesometro”) dovrebbe venir meno  a partire dal periodo d’imposta 2017. Conseguentemente, le operazioni Iva rese e ricevute nel periodo d’imposta 2016 dovranno essere comunicate dal contribuente:

  • utilizzando l’apposito “modello polivalente”, approvato con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2.8.2013, n. 94908;
  • entro il 10.4.2017 per i soggetti con liquidazione dell’Iva mensile, ovvero non oltre il 4.2017 per tutti gli altri soggetti.

 COMUNICAZIONE TRIMESTRALE DELLE LIQUIDAZIONI PERIODICHE

A decorrere dall’ 1.1.2017, è previsto l’obbligo di comunicare telematicamente, su base trimestrale, i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche Iva, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre solare (art. 21-bis, del D.L. 78/2010), senza apportare alcuna modifica ai termini ordinariamente previsti per la liquidazione e il versamento dell’Iva (mensili o trimestrali). Conseguentemente, sono tenuti all’adempimento in esame (le cui modalità di trasmissione dovranno essere definite da apposito provvedimento direttoriale) tutti i soggetti passivi Iva che effettuano le liquidazioni periodiche del tributo con cadenza mensile o trimestrale, in presenza dei presupposti per esercitare la relativa opzione. Diversamente, l’adempimento in parola non interessa i contribuenti che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale Iva oppure dall’effettuazione delle liquidazioni periodiche (ad esempio, i soggetti che hanno aderito al regime forfettario, i produttori agricoli che applicano il regime speciale di cui all’art. 34, co. 6, del DPR 633/72, ecc.), fintanto che permangano le prescritte condizioni di esonero.

Per espressa indicazione normativa, la comunicazione trimestrale dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche è unica, anche per coloro che esercitano più attività gestite con contabilità separate, ed è dovuta pure nel caso di liquidazioni con eccedenza a credito.

L’omessa, incompleta oppure infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con una sanzione amministrativa, in misura fissa, da un minimo di euro 5.000 ad un massimo di euro

50.000 (art. 11, co. 2-ter, del D.Lgs. n. 471/97).

 ABROGAZIONE DI ALCUNI ADEMPIMENTI

Vengono abrogati, a decorrere dall’1.1.2017:

  • la comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio, ai sensi dell’art. 7, 12, del D.P.R. 605/73, disciplinata dal provvedimento direttoriale Agenzia Entrate 5.8.2011, n. 119563;

-          i modelli Intrastat relativi e limitatamente agli acquisti intracomunitari di beni effettuati, nonché quelli riguardanti le prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro stato UE (Modello Intra-2);

  • la Comunicazione Annuale Dati Iva; la dichiarazione Iva annuale deve essere presentata per l’Iva dovuta per il 2016 nel mese di febbraio mentre per l’Iva dovuta a decorrere dal 2017, tra l’1.2 e il 30.4;
  • la comunicazione delle operazioni Iva con soggetti residenti in paesi black list con riferimento alle comunicazioni relative al periodo di imposta in corso al 12.2017 e successivi; rimane dovuta la comunicazione delle operazioni “black list” effettuate nel periodo d’imposta 2016, che dovrà essere trasmessa utilizzando il modello di comunicazione polivalente, previsto dal Provvedimento direttoriale del 2.8.2013, n. 94908, entro le scadenze del 10.4.2017 o del 20.4.2017, a seconda della periodicità delle liquidazioni Iva del soggetto tenuto all’adempimento (mensile o trimestrale);
  • la comunicazione degli acquisti senza addebito di IVA effettuati nella Repubblica di San Marino

da parte degli operatori economici italiani soggetti passivi IVA;

  • l’indicazione nel quadro RW degli immobili situati all’estero per i quali non sono intervenute variazioni; rimane l’obbligo di indicare i versamenti IVIE;

A partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017, saranno aboliti gli Studi di settore e i parametri e verranno sostituiti da “indici sintetici di affidabilità fiscale”. Pertanto gli Studi di settore e i parametri troveranno applicazione per l’ultima volta per il periodo di imposta 2016. E’ previsto un “regime premiale”. Chi soddisferà le attese in termini di “affidabilità fiscale” potrà contare sull’esclusione o la riduzione dei termini di accertamento. Al contrario, i soggetti “meno affidabili” saranno più facilmente inseriti nelle liste selettive di controllo.

 NUOVI TERMINI DI VERSAMENTO DELLE IMPOSTE

  • UNICO/IRAP: differimento del saldo e del I acconto dal 16 al 30 del mese di giugno (o luglio, con maggiorazione 0,40%); per i soggetti Ires, i versamenti vanno effettuati entro l’ultimo giorno (non più il 16) del 6° mese successivo alla chiusura del periodo di imposta, con possibilità di differire il versamento di 30 giorni, con maggiorazione dello 0,40% (per una probabile “svista” legislativa la nuova scadenza del 30/6 non riguarda il I acconto della cedolare secca che rimane al 16/6 ma interessa solo il saldo dell’imposta sostitutiva ma è probabile che le due scadenze saranno armonizzate con un futuro provvedimento;
  • IVA (INVARIATA): permane la possibilità di differire il versamento del saldo Iva (in scadenza il 16 marzo) entro il termine del versamento delle imposte dirette (ora 30 giugno), maggiorando l’importo degli interessi nella misura dello 0,40% per ogni mese/frazione di mese successivo al 16/3;
  • CU: differimento al 31 marzo (in luogo del 28/2) del termine entro cui i sostituti di imposta devono consegnare ai percipienti la certificazione unica; la novità si applica dal periodo di imposta 2016: il mod. CU 2017 pertanto dovrà essere consegnato entro il 31/3/2017; nessuna modifica per la scadenza dell’invio telematico da eseguire entro il 7 marzo;
  • 730: è a regime la proroga dal 7 al 23 luglio del termine di presentazione dei mod. 730 per i contribuenti che avvalendosi del 730 precompilato provvedono direttamente all’invio telematico;
  • AVVISI BONARI E QUESTIONARI: sospensione dall’1/8 al 4/9 dei termini per la trasmissione di documenti/informazioni richieste ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate e del termine per il pagamento delle somme dovute a seguito dei controlli automatici/formali e della liquidazione delle imposte sottoposti a tassazione separata;
  • ACCERTAMENTO CON ADESIONE: la pausa estiva (dall’1/8 al 31/8) si cumula ai 90 giorni di sospensione per l’impugnazione di accertamenti per i quali il contribuente ha richiesto la procedura di

 

SOPPRESSIONE DI EQUITALIA

A decorrere dall’1/7/2017 le società del Gruppo Equitalia sono sciolte. Dalla medesima data l’esercizio delle funzioni di Equitalia viene attribuito all’Agenzia delle Entrate.

 

ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO E DEGLI ACCERTAMENTI ESECUTIVI

L’art. 6 del D.L. 193/2016 ha introdotto una sanatoria delle cartelle di pagamento e degli accertamenti esecutivi, che comporta significative riduzioni per chi ne fruisce. In particolare, è riconosciuta la possibilità di estinguere il debito, senza sanzioni e interessi, effettuando il pagamento integrale, anche dilazionato (in un massimo di 4 rate, su cui sono dovuti gli interessi), delle somme:

  • affidate all’Agente della Riscossione a titolo di capitale e interessi;
  • maturate a favore di quest’ultimo, a titolo di aggio e di rimborso delle spese per procedure esecutive o notifica della cartella di

Rientrano nella definizione agevolata i carichi affidati agli Agenti della Riscossione nel periodo compreso tra l’1.1.2000 e il 31.12.2015: occorre, pertanto, fare riferimento alla data in cui è stato consegnato il ruolo ad Equitalia (o affidato il debito da accertamento esecutivo) e non, invece, alla data di notifica della cartella di pagamento.

Il beneficio consiste, pertanto, nell’esonero dal pagamento di qualsiasi sanzione amministrativa e degli interessi di mora (art. 30 del D.P.R. 602/73): rimangono dovute le somme a titolo di capitale e quelle per interessi diversi da quelli di mora – come quelli da ritardata iscrizione a ruolo di cui all’art. 20 del 602/73 – e gli aggi di riscossione previsti dall’art. 17 del DLgs. 112/99. L’agevolazione spetta anche ai soggetti che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dall’Agente della Riscossione, le somme dovute relativamente ai predetti ruoli, a condizione che, rispetto ai piani rateali in essere, siano effettuati i versamenti in scadenza nel periodo 1.10.2016 - 31.12.2016. Potranno formare oggetto di definizione agevolata tutti i ruoli relativi riguardanti imposte, tributi locali, contributi previdenziali e assistenziali, purché affidati all’Agente della Riscossione nel corso del predetto orizzonte temporale (1.1.2000 e il 31.12.2015), nonché di tutte le entrate riscosse a mezzo ruolo ex D.Lgs. 46/99 quali, ad esempio:

    • i contributi previdenziali dovuti alle Casse professionali o di altra natura;
    • i ruoli formati dalle Autorità amministrative indipendenti (Antitrust) dalla CONSOB;
    • i canoni demaniali;
    • le spese di

Sono, invece, esclusi dalla definizione agevolata, a norma dell’art. 6, co. 10, del D.L. 193/2016:

  • le risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea (ad esempio, i dazi all’importazione);
  • l’Iva riscossa all’importazione;
  • i crediti derivanti da pronunce della Corte dei Conti;
  • le somme dovute a seguito di recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili con l’Unione Europea;
  • le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;

-          le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada. Qualora la riscossione sia stata affidata ad Equitalia, è, tuttavia, possibile beneficiare della sanatoria limitatamente agli interessi, mentre rimangono dovute le sanzioni.

Il versamento degli importi può essere effettuato in un’unica soluzione, ovvero in massimo 4 rate, tramite domiciliazione bancaria, bollettini postali o presso gli uffici dell’Agente della Riscossione. Le prime due rate sono pari ad un terzo delle somme dovute, le restanti ad un sesto. Sebbene nella norma non si rinvengano indicazioni sulla scadenza delle prime due rate, è comunque stabilito che la scadenza della terza rata non potrà superare il 15.12.2017, mentre il termine ultimo della quarta rata sarà il 15.3.2018.

Il soggetto interessato deve manifestare la volontà di avvalersi della definizione agevolata mediante un’apposita dichiarazione da effettuare:

  • entro il 22.1.2017 (90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.L. 193/2016);
  • utilizzando la modulistica all’uopo predisposta (disponibile sul sito Internet dell’Agente della Riscossione).

Nella dichiarazione dovrà essere indicato, tra l’altro, il numero di rate scelto e la pendenza di giudizi aventi ad  oggetto  i  carichi  cui  si   riferisce  la  dichiarazione,   con   l’impegno  a  rinunciare  a  tali      giudizi.

 Conseguentemente, a seguito della presentazione della domanda di definizione – che sospende i termini di prescrizione o decadenza per il recupero dei carichi oggetto della stessa – all’Agente della Riscossione sarà preclusa la possibilità di:

  • avviare nuove azioni esecutive;
  • iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche;
  • proseguire le azioni di recupero coattivo precedentemente avviate, sempre che non abbia avuto luogo il primo incanto con esito positivo, ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione o emesso provvedimento di assegnazione dei crediti

Con apposito comunicato stampa del 4 novembre 2016, Equitalia ha dato notizia dell’approvazione del modello di istanza con cui è possibile aderire alla rottamazione dei ruoli; il modulo è on-line sul sito di Equitalia e a disposizione dei contribuenti presso tutti gli sportelli del Gruppo.

Al fine di beneficiare degli effetti della definizione, la dichiarazione va presentata anche dai soggetti che, per effetto dei pagamenti parziali, hanno già corrisposto integralmente le somme dovute relativamente ai carichi in esame.

Successivamente alla presentazione della domanda, l’Agente della Riscossione, entro 180 giorni dall’entrata in vigore D.L. 193/2016, comunica al contribuente:

  • l’entità complessiva delle somme da versare;
  • l’entità delle singole rate;
  • il mese di scadenza di ciascuna di

Resta, naturalmente, inteso che, ove la definizione non si perfezioni, vale a dire nel caso in cui contribuente non provveda al tempestivo e integrale versamento della somma dovuta (in un’unica soluzione o di tutte le rate, in caso di pagamento rateizzato):

  • verranno meno i relativi benefici;
  • saranno dovuti per intero sanzioni e interessi;
  • il carico residuo (detratto quanto già pagato) non potrà formare oggetto di dilazione ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. 602/73.

CREDITO D’IMPOSTA PER ADEGUAMENTO TECNOLOGICO

Per l’adeguamento tecnologico legato ai nuovi adempimenti relativi alla comunicazione dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche, l’art. 4, co. 2, del D.L. 193/2016 riconosce ai soggetti in attività nel 2017, per una sola volta, un credito d’imposta dell’importo di euro 100 (art. 21-ter del D.L. n. 78/2010) che:

  • spetta ai  soggetti  che  hanno  realizzato  un  volume  d’affari  non  superiore  ad  euro 000

nell’anno precedente a quello in cui il costo per l’adeguamento tecnologico è stato sostenuto;

  • non concorre alla formazione del reddito imponibile e del valore della produzione ai fini Irap;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del 241/97, a decorrere dall’1.1.2018;
  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stato sostenuto il costo per l’adeguamento tecnologico e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.


DISCIPLINA DELLE DICHIARAZIONI INTEGRATIVE

L’art. 5 del D.L. 193/2016 riforma la disciplina delle dichiarazioni integrative relative alle imposte sui redditi, all’Irap e ai sostituti d’imposta (art. 2, co. 8 e 8-bis, del D.P.R. 322/98), nonché all’Iva, mediante l’inserimento dei nuovi co. 6-bis e 6 ter nell’art. 8 del D.P.R. 322/98.

Imposte sui redditi, Irap e sostituti d’imposta

Con la sostituzione del co. 8 dell’art. 2 del D.P.R. 322/1998, viene introdotta la possibilità di integrare la dichiarazione dei redditi, Irap e dei sostituti d’imposta per correggere errori o omissioni sia “a favore” che “a sfavore” del contribuente, ossia errori o omissioni che abbiano comportato l’indicazione di un maggior o minor reddito o, comunque, un maggior o minor debito d’imposta o un maggior o minor credito:

  • entro il termine previsto per l’accertamento di cui all’art. 43 del D.P.R. 600/73;
  • utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione;
  • salva l’applicazione delle sanzioni e ferma restando la possibilità di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/97).

In altre parole, viene eliminato il disallineamento esistente tra il termine di presentazione della dichiarazione integrativa “a favore” – previsto per la dichiarazione del periodo d’imposta successivo, a norma del successivo co. 8-bis dell’art. 2 del D.P.R. 322/98 – e quello della dichiarazione integrativa “a sfavore” (coincidente con il termine di decadenza dell’azione accertatrice dell’Amministrazione Finanziaria).

Con il nuovo co. 8-bis dell’art. 2 del D.P.R. 322/98 viene, invece, disciplinato l’utilizzo in compensazione del credito risultante dalla dichiarazione integrativa “a favore”, prevedendo che se la dichiarazione integrativa è presentata:

  • entro il termine per la trasmissione di quella dell’anno successivo, il credito risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione nel modello F24, secondo le regole ordinarie;
  • oltre il termine per la trasmissione di quella dell’anno successivo, il credito che ne emerge può essere utilizzato in compensazione dei debiti maturati a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di presentazione della stessa, previa indicazione dello stesso (e del relativo utilizzo) nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa.

Conseguentemente, rispetto alla precedente disciplina, viene sostanzialmente previsto un limite all’utilizzo di questo credito nel caso in cui la dichiarazione integrativa “a favore” sia presentata oltre il termine previsto per la dichiarazione successiva.

 

Iva

L’art. 5 del D.L. 193/2016 interviene anche sull’art. 8 del D.P.R. 322/98 aggiungendo i nuovi commi 6-bis e 6-ter. In particolare, analogamente a quanto stabilito ai fini delle imposte dirette e Irap (e ferma restando l’applicazione delle sanzioni e la facoltà di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 472/97), viene prevista la possibilità di integrare la dichiarazione Iva per correggere errori o omissioni sia “a favore” che “a sfavore” del contribuente, ossia errori o omissioni che abbiano comportato l’indicazione di un maggior o minor reddito o, comunque, un maggior o minor debito d’imposta o un maggior o minor credito:

  • entro i termini di decadenza dal potere di accertamento di cui all’art. 57 del D.P.R. 633/72;
  • utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

Anche in relazione all’Iva viene sostanzialmente prevista una disciplina uniforme, sia per le dichiarazioni integrative a favore del fisco che per quelle a favore del contribuente.

Il nuovo co. 6-ter dell’art. 8 del D.P.R. 322/98 disciplina, invece, l’utilizzo dell’eventuale credito risultante dalla dichiarazione integrativa Iva “a favore del contribuente”, prevedendo che se l’integrativa è presentata:

  • entro il termine per la trasmissione della dichiarazione Iva dell’anno successivo, il credito che ne emerge può essere, alternativamente, portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o dichiarazione annuale, utilizzato in compensazione, oppure chiesto a rimborso al sussistere, per l’anno per il quale è presentata la dichiarazione integrativa, dei requisiti previsti dall’art. 30  del

D.P.R. 633/72;

  • oltre il termine per la trasmissione della dichiarazione Iva dell’anno successivo, il credito che ne emerge può essere utilizzato in compensazione, per "eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa".

 

Termini di accertamento

Per effetto della modifica apportata all’art. 1, co. 640, della L. 23.12.2014, n. 190, è estesa anche alla dichiarazione Iva integrativa la previsione, già operante ai fini delle imposte dirette e Irap, in base alla quale il termine per l’accertamento di cui agli artt. 43 del D.P.R. 600/73 e 57 del D.P.R. 633/72 decorre dalla presentazione della dichiarazione integrativa, “limitatamente ai soli elementi oggetto dell’integrazione”, impedendo, quindi, di riaprire la posizione fiscale del contribuente anche con riferimento ad elementi, in un modo o nell’altro, solamente collegati a quelli oggetto di integrazione.

 

SOPPRESSIONE DI EQUITALIA

A decorrere dall’1/7/2017 le società del Gruppo Equitalia sono sciolte. Dalla medesima data l’esercizio delle funzioni di Equitalia viene attribuito all’Agenzia delle Entrate.

 

RIAPERTURA TERMINI ASSEGNAZIONE AGEVOLATA BENI AI SOCI

Vengono riaperti i termini per fruire delle agevolazioni connesse alle operazioni di assegnazione e cessione dei beni ai soci, trasformazione in società semplice ed estromissione dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale. La norma prevede un mero richiamo alle disposizioni della legge di Stabilità 2016. I versamenti dell'imposta sostitutiva dovranno essere effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 ed entro il 16 giugno 2018.

 

RIAPERTURA TERMINI RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI

Vengono riaperti i termini per la rideterminazione del costo o valore d’acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni (edificabili o agricoli) con aliquota unica per le imposte sostitutive pari all’8%. Il termine per la perizia di stima e il versamento dell’imposta sostitutiva è il 30 giugno 2017. Tale disciplina si applica sia alla rideterminazione del costo dei terreni sia alla rivalutazione delle partecipazioni non quotate, senza distinguere tra partecipazioni qualificate o non qualificate.

La riapertura dei termini per la rivalutazione dei terreni e del valore delle partecipazioni consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti, al di fuori del regime d’impresa, alla data del 1° gennaio 2017.

 

RIAPERTURA DEI TERMINI DELLA VOLUNTARY DISCLOSURE

L’art. 7 del D.L. 193/2016 proroga la procedura di collaborazione volontaria introdotta dalla L. 186/2014, riconoscendo al contribuente la possibilità di regolarizzare le violazioni commesse fino al 30.9.2016:

  • previa presentazione di apposita istanza di adesione alla nuova collaborazione volontaria entro il 31.7.2017;
  • con possibilità di integrare le dichiarazioni presentate entro il 9.2017.

L’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 25.10.2016, n. 204, ha precisato che, nell’ipotesi in cui il contribuente intenda aderire fin da subito alla nuova procedura di collaborazione volontaria, potrà farlo senza attendere il prescritto provvedimento direttoriale (che dovrà essere emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 193/2016):

  • utilizzando il “vecchio” modello di istanza (approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30.1.2015, n. 13193), che dovrà essere trasmesso esclusivamente per via telematica;
  • inviando mediante posta elettronica certificata, con le modalità indicate ai sensi del punto 7 del predetto provvedimento direttoriale, una prima relazione di accompagnamento con l’indicazione dei dati e delle informazioni non previste nell’attuale modello (ad esempio, i dati relativi alle annualità 2014 e 2015).

Possono accedere alla nuova procedura di collaborazione volontaria, per la regolarizzazione degli investimenti illecitamente detenuti all’estero, i soggetti residenti tenuti alla compilazione del quadro RW, ossia persone fisiche, società semplici (e i soggetti ad esse equiparati), gli enti non commerciali (compresi i trust residenti) che:

  • non abbiano già presentato in precedenza l’istanza (anche per interposta persona);
  • non siano destinatari di ispezioni, verifiche, accertamento o procedimenti penali relativi all’ambito di applicazione della procedura in

Restano, in ogni caso, esclusi dalla riapertura dei termini della voluntary disclosure-bis i contribuenti non destinatari degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale o che, essendone obbligati, vi abbiano adempiuto correttamente: questi soggetti potranno, infatti, definire le violazioni connesse agli obblighi di dichiarazione (imposte sui redditi, Irap, Iva e adempimenti del sostituto di imposta), aderendo alla voluntary disclosure c.d. "nazionale".

La voluntary disclosure-bis consentirà di regolarizzare gli investimenti illecitamente detenuti in Paesi esteri, beneficiando di una riduzione del 50% sulle sanzioni relative alle violazioni in materia di monitoraggio fiscale. Per gli investimenti detenuti in uno Stato a fiscalità privilegiata (D.M. 21.11.2001 e D.M. 4.5.1999), l’abbattimento delle sanzioni da RW al 50% del minimo opera se prima della nuova sanatoria è entrato in vigore:

  • un accordo che consente un effettivo scambio di informazioni ai sensi dell’art. 26 del modello OCSE, ovvero;
  • un accordo per lo scambio di informazioni elaborato nel 2002 dall’OCSE e denominato Tax Information Exchange Agreement (TIEA).

Rispetto alla versione della voluntary disclosure in vigore nel 2015, i contribuenti potranno effettuare il versamento del dovuto in autoliquidazione, provvedendo al versamento di quanto dovuto a titolo di imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni in base all’istanza, alternativamente:

  • in un’unica soluzione, entro il 9.2017;
  • in tre rate mensili di pari importo (la prima da corrispondersi entro il 30.9.2017), qualora il contribuente decida di optare per il versamento rateale;
  • senza avvalersi della compensazione prevista dall’art. 17 del DLgs. 241/97.

È altresì disposto che, nel caso in cui gli autori delle violazioni non provvedano spontaneamente al versamento delle somme dovute entro il termine del 30.9.2017 o qualora il versamento delle somme dovute risulti insufficiente, l’Agenzia delle Entrate possa liquidare le imposte, le ritenute, i contributi, gli interessi e le sanzioni per tutte le annualità oggetto di regolarizzazione attraverso l’emissione di un invito al contraddittorio in applicazione del disposto dell’art. 5, co. da 1-bis a 1-quinquies, del D.Lgs. 218/97 vigente alla data del 30.12.2014.

Alla “nuova” voluntary disclosure sono applicabili, in generale, le disposizioni di cui agli artt. da 5-quater a 5-septies del citato Decreto tenendo però conto che i termini di accertamento ex artt. 43 del D.P.R. 600/73, 57 del D.P.R. 633/72 e 20 del D.Lgs. 472/97 scadenti a decorrere dall’1.1.2015 sono fissati al:

  • 12.2018 per le sole attività oggetto di collaborazione volontaria limitatamente agli imponibili, imposte, ritenute, contributi, sanzioni e interessi relativi alla procedura in commento e per tutte le annualità e le violazioni oggetto della procedura stessa;
  • 6.2017 per le istanze presentate per la prima volta.

Con riferimento alle “sole attività” oggetto della “nuova” collaborazione volontaria il contribuente è esonerato dalla presentazione del quadro RW del modello Unico 2017 e per la frazione d’anno antecedente la presentazione dell’istanza: è altresì esonerato dall’indicazione, ai fini reddituali, delle attività “suscettibili   di generare redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, e per i redditi derivanti dall’investimento in azioni o quote di fondi comuni di investimento non conformi alla direttiva 2009/65/CE per i quali è versata l’IRPEF con l’aliquota massima oltre alla addizionale regionale e comunale” se le relative informazioni sono analiticamente riportate nella relazione di accompagnamento. In tal caso, il versamento di quanto dovuto va effettuato in un’unica soluzione, entro il 30.9.2017.

 

CONTROLLI SULLE RESIDENZE ALL’ESTERO

I Comuni inviano, entro i 6 mesi successivi alla richiesta di iscrizione all’Aire (anagrafe degli italiani residenti all’estero), i dati dei richiedenti all’anagrafe. Tali attività sono esercitate anche nei confronti delle persone fisiche che hanno chiesto l’iscrizione all’Aire a decorrere dall’1/1/2010.


 

La rottamazione delle cartelle

La rottamazione cartelle entra nel vivo. Sul sito di Equitalia sono state pubblicate le istruzioni per compilare la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata. Il modello deve essere compilato e consegnato entro il 23 gennaio 2107 (31 marzo 2017 secondo le modifiche introdotte alla Camera) agli sportelli di: Equitalia. In alternativa, il modello può essere inviato per mail agli indirizzi di posta elettronica o pec delle direzioni regionali.

L’oggetto della definizione La compilazione di pagina 1 è obbligatoria. Nel caso si intenda definire un debito chiesto con una cartella, occorre indicare il numero della cartella. Nel caso si voglia definire un debito chiesto con un avviso di accertamento esecutivo dell’agenzia delle Entrate, affidato all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2015 (31 dicembre 2016 secondo le modifiche in arrivo), occorre indicare il numero di riferimento interno presente nell’avviso di presa in carico inviato dall’agente della riscossione. In merito agli avvisi di addebito ricevuti dall’Inps e affidati all’agente della riscossione, occorre indicare il numero dell’atto.

Il carico La compilazione di pagina 2 non è obbligatoria. Deve essere compilata solo nel caso in cui si intenda aderire alla definizione per alcuni dei debiti contenuti nelle cartelle indicate nel prospetto di pagina 1. Richiamando il numero progressivo che individua la cartella, nel prospetto si riporta l’identificativo delle somme delle quali si chiede la definizione. Se la definizione riguarda solo alcuni degli Enti presenti in cartella, si dovrà indicare il numero di ruolo che si trova nella sezione «Dettaglio degli importi dovuti fornito dall’Ente che ha emesso il ruolo». Se la definizione riguarda somme di competenza di uno stesso Ente, si dovrà indicare il riferimento desumibile alla voce «estremi dell’atto» nella sezione «Dati identificativi della cartella».

Il pagamento Nel modello si devono indicare le modalità di pagamento dell’importo dovuto a titolo di definizione agevolata, che sarà quantificato e comunicato dall’agente della riscossione, optando per: • unica soluzione; • dilazionato, specificando il numero delle rate da 2 a 4 (fino a 5, secondo le modifiche in arrivo).Si può pagare con domiciliazione bancaria, barrando la relativa casella. In questo caso, l’agente della riscossione trasmetterà, con la «Comunicazione di adesione», anche il modulo per l’addebito.

Giudizi pendenti Nel modulo di adesione si deve dichiarare la presenza o meno di giudizi pendenti che interessano le somme oggetto della dichiarazione di adesione. In caso di giudizi pendenti, è necessario assumere l’impegno a rinunciarvi.

STUDIO PONCHIO SOCIETA' TRA PROFESSIONISTI DOTTORI COMMERCIALISTI CPA S.R.L. T.P. - C.F. 01775330382