Novità 2017

SPESOMETRO TRIMESTRALE

A decorrere dal prossimo 1.1.2017, è prevista l’introduzione di un nuovo adempimento, ossia la nuova comunicazione trimestrale delle operazioni rilevanti ai fini Iva, in sostituzione del vigente spesometro annuale. In altri termini, a partire da tale data, indipendentemente dalla periodicità con la quale vengono effettuate le liquidazioni e i versamenti Iva (mensile o trimestrale), i soggetti passivi, in luogo della presentazione dello “spesometro annuale”, dovranno trasmettere, sempre in modalità telematica, ma su base trimestrale:

- i dati di tutte le fatture emesse, di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. 633/72 (comprese le bollette doganali) e delle variazioni;

- entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre solare.

Spetterà, comunque, ad un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate individuare le modalità di invio della comunicazione in esame, nonché la tipologia dei dati che dovranno essere trasmessi, fermo restando il seguente contenuto minimo:

  • dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
  • data ed il numero della fattura;
  • base imponibile;
  • aliquota applicata;
  • imposta;
  • tipologia dell’operazione.

Viene introdotta una sanzione amministrativa fissa, da un minimo di euro 25 ad un massimo di euro 25.000, l’omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura indicati nella comunicazione trimestrale in analisi: non è applicabile il cumulo giuridico di cui all’art. 12 del D. Lgs. 472/97 (art. 11, co. 2 -bis, del D.Lgs. 471/97).

Posto che l’obbligo di trasmissione trimestrale dei dati delle fatture decorre dall’1.1.2017, anche la comunicazione annuale delle operazioni rilevanti ai fini Iva (c.d. “Spesometro”) dovrebbe venir meno  a partire dal periodo d’imposta 2017. Conseguentemente, le operazioni Iva rese e ricevute nel periodo d’imposta 2016 dovranno essere comunicate dal contribuente:

  • utilizzando l’apposito “modello polivalente”, approvato con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2.8.2013, n. 94908;
  • entro il 10.4.2017 per i soggetti con liquidazione dell’Iva mensile, ovvero non oltre il 4.2017 per tutti gli altri soggetti.

 COMUNICAZIONE TRIMESTRALE DELLE LIQUIDAZIONI PERIODICHE

A decorrere dall’ 1.1.2017, è previsto l’obbligo di comunicare telematicamente, su base trimestrale, i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche Iva, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre solare (art. 21-bis, del D.L. 78/2010), senza apportare alcuna modifica ai termini ordinariamente previsti per la liquidazione e il versamento dell’Iva (mensili o trimestrali). Conseguentemente, sono tenuti all’adempimento in esame (le cui modalità di trasmissione dovranno essere definite da apposito provvedimento direttoriale) tutti i soggetti passivi Iva che effettuano le liquidazioni periodiche del tributo con cadenza mensile o trimestrale, in presenza dei presupposti per esercitare la relativa opzione. Diversamente, l’adempimento in parola non interessa i contribuenti che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale Iva oppure dall’effettuazione delle liquidazioni periodiche (ad esempio, i soggetti che hanno aderito al regime forfettario, i produttori agricoli che applicano il regime speciale di cui all’art. 34, co. 6, del DPR 633/72, ecc.), fintanto che permangano le prescritte condizioni di esonero.

Per espressa indicazione normativa, la comunicazione trimestrale dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche è unica, anche per coloro che esercitano più attività gestite con contabilità separate, ed è dovuta pure nel caso di liquidazioni con eccedenza a credito.

L’omessa, incompleta oppure infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è punita con una sanzione amministrativa, in misura fissa, da un minimo di euro 5.000 ad un massimo di euro

50.000 (art. 11, co. 2-ter, del D.Lgs. n. 471/97).

 ABROGAZIONE DI ALCUNI ADEMPIMENTI

Vengono abrogati, a decorrere dall’1.1.2017:

  • la comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio, ai sensi dell’art. 7, 12, del D.P.R. 605/73, disciplinata dal provvedimento direttoriale Agenzia Entrate 5.8.2011, n. 119563;

-          i modelli Intrastat relativi e limitatamente agli acquisti intracomunitari di beni effettuati, nonché quelli riguardanti le prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro stato UE (Modello Intra-2);

  • la Comunicazione Annuale Dati Iva; la dichiarazione Iva annuale deve essere presentata per l’Iva dovuta per il 2016 nel mese di febbraio mentre per l’Iva dovuta a decorrere dal 2017, tra l’1.2 e il 30.4;
  • la comunicazione delle operazioni Iva con soggetti residenti in paesi black list con riferimento alle comunicazioni relative al periodo di imposta in corso al 12.2017 e successivi; rimane dovuta la comunicazione delle operazioni “black list” effettuate nel periodo d’imposta 2016, che dovrà essere trasmessa utilizzando il modello di comunicazione polivalente, previsto dal Provvedimento direttoriale del 2.8.2013, n. 94908, entro le scadenze del 10.4.2017 o del 20.4.2017, a seconda della periodicità delle liquidazioni Iva del soggetto tenuto all’adempimento (mensile o trimestrale);
  • la comunicazione degli acquisti senza addebito di IVA effettuati nella Repubblica di San Marino

da parte degli operatori economici italiani soggetti passivi IVA;

  • l’indicazione nel quadro RW degli immobili situati all’estero per i quali non sono intervenute variazioni; rimane l’obbligo di indicare i versamenti IVIE;

A partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2017, saranno aboliti gli Studi di settore e i parametri e verranno sostituiti da “indici sintetici di affidabilità fiscale”. Pertanto gli Studi di settore e i parametri troveranno applicazione per l’ultima volta per il periodo di imposta 2016. E’ previsto un “regime premiale”. Chi soddisferà le attese in termini di “affidabilità fiscale” potrà contare sull’esclusione o la riduzione dei termini di accertamento. Al contrario, i soggetti “meno affidabili” saranno più facilmente inseriti nelle liste selettive di controllo.

 NUOVI TERMINI DI VERSAMENTO DELLE IMPOSTE

  • UNICO/IRAP: differimento del saldo e del I acconto dal 16 al 30 del mese di giugno (o luglio, con maggiorazione 0,40%); per i soggetti Ires, i versamenti vanno effettuati entro l’ultimo giorno (non più il 16) del 6° mese successivo alla chiusura del periodo di imposta, con possibilità di differire il versamento di 30 giorni, con maggiorazione dello 0,40% (per una probabile “svista” legislativa la nuova scadenza del 30/6 non riguarda il I acconto della cedolare secca che rimane al 16/6 ma interessa solo il saldo dell’imposta sostitutiva ma è probabile che le due scadenze saranno armonizzate con un futuro provvedimento;
  • IVA (INVARIATA): permane la possibilità di differire il versamento del saldo Iva (in scadenza il 16 marzo) entro il termine del versamento delle imposte dirette (ora 30 giugno), maggiorando l’importo degli interessi nella misura dello 0,40% per ogni mese/frazione di mese successivo al 16/3;
  • CU: differimento al 31 marzo (in luogo del 28/2) del termine entro cui i sostituti di imposta devono consegnare ai percipienti la certificazione unica; la novità si applica dal periodo di imposta 2016: il mod. CU 2017 pertanto dovrà essere consegnato entro il 31/3/2017; nessuna modifica per la scadenza dell’invio telematico da eseguire entro il 7 marzo;
  • 730: è a regime la proroga dal 7 al 23 luglio del termine di presentazione dei mod. 730 per i contribuenti che avvalendosi del 730 precompilato provvedono direttamente all’invio telematico;
  • AVVISI BONARI E QUESTIONARI: sospensione dall’1/8 al 4/9 dei termini per la trasmissione di documenti/informazioni richieste ai contribuenti dall’Agenzia delle Entrate e del termine per il pagamento delle somme dovute a seguito dei controlli automatici/formali e della liquidazione delle imposte sottoposti a tassazione separata;
  • ACCERTAMENTO CON ADESIONE: la pausa estiva (dall’1/8 al 31/8) si cumula ai 90 giorni di sospensione per l’impugnazione di accertamenti per i quali il contribuente ha richiesto la procedura di

 

SOPPRESSIONE DI EQUITALIA

A decorrere dall’1/7/2017 le società del Gruppo Equitalia sono sciolte. Dalla medesima data l’esercizio delle funzioni di Equitalia viene attribuito all’Agenzia delle Entrate.

 

ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE DI PAGAMENTO E DEGLI ACCERTAMENTI ESECUTIVI

L’art. 6 del D.L. 193/2016 ha introdotto una sanatoria delle cartelle di pagamento e degli accertamenti esecutivi, che comporta significative riduzioni per chi ne fruisce. In particolare, è riconosciuta la possibilità di estinguere il debito, senza sanzioni e interessi, effettuando il pagamento integrale, anche dilazionato (in un massimo di 4 rate, su cui sono dovuti gli interessi), delle somme:

  • affidate all’Agente della Riscossione a titolo di capitale e interessi;
  • maturate a favore di quest’ultimo, a titolo di aggio e di rimborso delle spese per procedure esecutive o notifica della cartella di

Rientrano nella definizione agevolata i carichi affidati agli Agenti della Riscossione nel periodo compreso tra l’1.1.2000 e il 31.12.2015: occorre, pertanto, fare riferimento alla data in cui è stato consegnato il ruolo ad Equitalia (o affidato il debito da accertamento esecutivo) e non, invece, alla data di notifica della cartella di pagamento.

Il beneficio consiste, pertanto, nell’esonero dal pagamento di qualsiasi sanzione amministrativa e degli interessi di mora (art. 30 del D.P.R. 602/73): rimangono dovute le somme a titolo di capitale e quelle per interessi diversi da quelli di mora – come quelli da ritardata iscrizione a ruolo di cui all’art. 20 del 602/73 – e gli aggi di riscossione previsti dall’art. 17 del DLgs. 112/99. L’agevolazione spetta anche ai soggetti che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dall’Agente della Riscossione, le somme dovute relativamente ai predetti ruoli, a condizione che, rispetto ai piani rateali in essere, siano effettuati i versamenti in scadenza nel periodo 1.10.2016 - 31.12.2016. Potranno formare oggetto di definizione agevolata tutti i ruoli relativi riguardanti imposte, tributi locali, contributi previdenziali e assistenziali, purché affidati all’Agente della Riscossione nel corso del predetto orizzonte temporale (1.1.2000 e il 31.12.2015), nonché di tutte le entrate riscosse a mezzo ruolo ex D.Lgs. 46/99 quali, ad esempio:

    • i contributi previdenziali dovuti alle Casse professionali o di altra natura;
    • i ruoli formati dalle Autorità amministrative indipendenti (Antitrust) dalla CONSOB;
    • i canoni demaniali;
    • le spese di

Sono, invece, esclusi dalla definizione agevolata, a norma dell’art. 6, co. 10, del D.L. 193/2016:

  • le risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea (ad esempio, i dazi all’importazione);
  • l’Iva riscossa all’importazione;
  • i crediti derivanti da pronunce della Corte dei Conti;
  • le somme dovute a seguito di recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili con l’Unione Europea;
  • le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;

-          le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada. Qualora la riscossione sia stata affidata ad Equitalia, è, tuttavia, possibile beneficiare della sanatoria limitatamente agli interessi, mentre rimangono dovute le sanzioni.

Il versamento degli importi può essere effettuato in un’unica soluzione, ovvero in massimo 4 rate, tramite domiciliazione bancaria, bollettini postali o presso gli uffici dell’Agente della Riscossione. Le prime due rate sono pari ad un terzo delle somme dovute, le restanti ad un sesto. Sebbene nella norma non si rinvengano indicazioni sulla scadenza delle prime due rate, è comunque stabilito che la scadenza della terza rata non potrà superare il 15.12.2017, mentre il termine ultimo della quarta rata sarà il 15.3.2018.

Il soggetto interessato deve manifestare la volontà di avvalersi della definizione agevolata mediante un’apposita dichiarazione da effettuare:

  • entro il 22.1.2017 (90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.L. 193/2016);
  • utilizzando la modulistica all’uopo predisposta (disponibile sul sito Internet dell’Agente della Riscossione).

Nella dichiarazione dovrà essere indicato, tra l’altro, il numero di rate scelto e la pendenza di giudizi aventi ad  oggetto  i  carichi  cui  si   riferisce  la  dichiarazione,   con   l’impegno  a  rinunciare  a  tali      giudizi.

 Conseguentemente, a seguito della presentazione della domanda di definizione – che sospende i termini di prescrizione o decadenza per il recupero dei carichi oggetto della stessa – all’Agente della Riscossione sarà preclusa la possibilità di:

  • avviare nuove azioni esecutive;
  • iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche;
  • proseguire le azioni di recupero coattivo precedentemente avviate, sempre che non abbia avuto luogo il primo incanto con esito positivo, ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione o emesso provvedimento di assegnazione dei crediti

Con apposito comunicato stampa del 4 novembre 2016, Equitalia ha dato notizia dell’approvazione del modello di istanza con cui è possibile aderire alla rottamazione dei ruoli; il modulo è on-line sul sito di Equitalia e a disposizione dei contribuenti presso tutti gli sportelli del Gruppo.

Al fine di beneficiare degli effetti della definizione, la dichiarazione va presentata anche dai soggetti che, per effetto dei pagamenti parziali, hanno già corrisposto integralmente le somme dovute relativamente ai carichi in esame.

Successivamente alla presentazione della domanda, l’Agente della Riscossione, entro 180 giorni dall’entrata in vigore D.L. 193/2016, comunica al contribuente:

  • l’entità complessiva delle somme da versare;
  • l’entità delle singole rate;
  • il mese di scadenza di ciascuna di

Resta, naturalmente, inteso che, ove la definizione non si perfezioni, vale a dire nel caso in cui contribuente non provveda al tempestivo e integrale versamento della somma dovuta (in un’unica soluzione o di tutte le rate, in caso di pagamento rateizzato):

  • verranno meno i relativi benefici;
  • saranno dovuti per intero sanzioni e interessi;
  • il carico residuo (detratto quanto già pagato) non potrà formare oggetto di dilazione ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. 602/73.

CREDITO D’IMPOSTA PER ADEGUAMENTO TECNOLOGICO

Per l’adeguamento tecnologico legato ai nuovi adempimenti relativi alla comunicazione dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche, l’art. 4, co. 2, del D.L. 193/2016 riconosce ai soggetti in attività nel 2017, per una sola volta, un credito d’imposta dell’importo di euro 100 (art. 21-ter del D.L. n. 78/2010) che:

  • spetta ai  soggetti  che  hanno  realizzato  un  volume  d’affari  non  superiore  ad  euro 000

nell’anno precedente a quello in cui il costo per l’adeguamento tecnologico è stato sostenuto;

  • non concorre alla formazione del reddito imponibile e del valore della produzione ai fini Irap;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del 241/97, a decorrere dall’1.1.2018;
  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stato sostenuto il costo per l’adeguamento tecnologico e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.


DISCIPLINA DELLE DICHIARAZIONI INTEGRATIVE

L’art. 5 del D.L. 193/2016 riforma la disciplina delle dichiarazioni integrative relative alle imposte sui redditi, all’Irap e ai sostituti d’imposta (art. 2, co. 8 e 8-bis, del D.P.R. 322/98), nonché all’Iva, mediante l’inserimento dei nuovi co. 6-bis e 6 ter nell’art. 8 del D.P.R. 322/98.

Imposte sui redditi, Irap e sostituti d’imposta

Con la sostituzione del co. 8 dell’art. 2 del D.P.R. 322/1998, viene introdotta la possibilità di integrare la dichiarazione dei redditi, Irap e dei sostituti d’imposta per correggere errori o omissioni sia “a favore” che “a sfavore” del contribuente, ossia errori o omissioni che abbiano comportato l’indicazione di un maggior o minor reddito o, comunque, un maggior o minor debito d’imposta o un maggior o minor credito:

  • entro il termine previsto per l’accertamento di cui all’art. 43 del D.P.R. 600/73;
  • utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione;
  • salva l’applicazione delle sanzioni e ferma restando la possibilità di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/97).

In altre parole, viene eliminato il disallineamento esistente tra il termine di presentazione della dichiarazione integrativa “a favore” – previsto per la dichiarazione del periodo d’imposta successivo, a norma del successivo co. 8-bis dell’art. 2 del D.P.R. 322/98 – e quello della dichiarazione integrativa “a sfavore” (coincidente con il termine di decadenza dell’azione accertatrice dell’Amministrazione Finanziaria).

Con il nuovo co. 8-bis dell’art. 2 del D.P.R. 322/98 viene, invece, disciplinato l’utilizzo in compensazione del credito risultante dalla dichiarazione integrativa “a favore”, prevedendo che se la dichiarazione integrativa è presentata:

  • entro il termine per la trasmissione di quella dell’anno successivo, il credito risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione nel modello F24, secondo le regole ordinarie;
  • oltre il termine per la trasmissione di quella dell’anno successivo, il credito che ne emerge può essere utilizzato in compensazione dei debiti maturati a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di presentazione della stessa, previa indicazione dello stesso (e del relativo utilizzo) nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa.

Conseguentemente, rispetto alla precedente disciplina, viene sostanzialmente previsto un limite all’utilizzo di questo credito nel caso in cui la dichiarazione integrativa “a favore” sia presentata oltre il termine previsto per la dichiarazione successiva.

 

Iva

L’art. 5 del D.L. 193/2016 interviene anche sull’art. 8 del D.P.R. 322/98 aggiungendo i nuovi commi 6-bis e 6-ter. In particolare, analogamente a quanto stabilito ai fini delle imposte dirette e Irap (e ferma restando l’applicazione delle sanzioni e la facoltà di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 472/97), viene prevista la possibilità di integrare la dichiarazione Iva per correggere errori o omissioni sia “a favore” che “a sfavore” del contribuente, ossia errori o omissioni che abbiano comportato l’indicazione di un maggior o minor reddito o, comunque, un maggior o minor debito d’imposta o un maggior o minor credito:

  • entro i termini di decadenza dal potere di accertamento di cui all’art. 57 del D.P.R. 633/72;
  • utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

Anche in relazione all’Iva viene sostanzialmente prevista una disciplina uniforme, sia per le dichiarazioni integrative a favore del fisco che per quelle a favore del contribuente.

Il nuovo co. 6-ter dell’art. 8 del D.P.R. 322/98 disciplina, invece, l’utilizzo dell’eventuale credito risultante dalla dichiarazione integrativa Iva “a favore del contribuente”, prevedendo che se l’integrativa è presentata:

  • entro il termine per la trasmissione della dichiarazione Iva dell’anno successivo, il credito che ne emerge può essere, alternativamente, portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o dichiarazione annuale, utilizzato in compensazione, oppure chiesto a rimborso al sussistere, per l’anno per il quale è presentata la dichiarazione integrativa, dei requisiti previsti dall’art. 30  del

D.P.R. 633/72;

  • oltre il termine per la trasmissione della dichiarazione Iva dell’anno successivo, il credito che ne emerge può essere utilizzato in compensazione, per "eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa".

 

Termini di accertamento

Per effetto della modifica apportata all’art. 1, co. 640, della L. 23.12.2014, n. 190, è estesa anche alla dichiarazione Iva integrativa la previsione, già operante ai fini delle imposte dirette e Irap, in base alla quale il termine per l’accertamento di cui agli artt. 43 del D.P.R. 600/73 e 57 del D.P.R. 633/72 decorre dalla presentazione della dichiarazione integrativa, “limitatamente ai soli elementi oggetto dell’integrazione”, impedendo, quindi, di riaprire la posizione fiscale del contribuente anche con riferimento ad elementi, in un modo o nell’altro, solamente collegati a quelli oggetto di integrazione.

 

SOPPRESSIONE DI EQUITALIA

A decorrere dall’1/7/2017 le società del Gruppo Equitalia sono sciolte. Dalla medesima data l’esercizio delle funzioni di Equitalia viene attribuito all’Agenzia delle Entrate.

 

RIAPERTURA TERMINI ASSEGNAZIONE AGEVOLATA BENI AI SOCI

Vengono riaperti i termini per fruire delle agevolazioni connesse alle operazioni di assegnazione e cessione dei beni ai soci, trasformazione in società semplice ed estromissione dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale. La norma prevede un mero richiamo alle disposizioni della legge di Stabilità 2016. I versamenti dell'imposta sostitutiva dovranno essere effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 ed entro il 16 giugno 2018.

 

RIAPERTURA TERMINI RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI

Vengono riaperti i termini per la rideterminazione del costo o valore d’acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni (edificabili o agricoli) con aliquota unica per le imposte sostitutive pari all’8%. Il termine per la perizia di stima e il versamento dell’imposta sostitutiva è il 30 giugno 2017. Tale disciplina si applica sia alla rideterminazione del costo dei terreni sia alla rivalutazione delle partecipazioni non quotate, senza distinguere tra partecipazioni qualificate o non qualificate.

La riapertura dei termini per la rivalutazione dei terreni e del valore delle partecipazioni consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti, al di fuori del regime d’impresa, alla data del 1° gennaio 2017.

 

RIAPERTURA DEI TERMINI DELLA VOLUNTARY DISCLOSURE

L’art. 7 del D.L. 193/2016 proroga la procedura di collaborazione volontaria introdotta dalla L. 186/2014, riconoscendo al contribuente la possibilità di regolarizzare le violazioni commesse fino al 30.9.2016:

  • previa presentazione di apposita istanza di adesione alla nuova collaborazione volontaria entro il 31.7.2017;
  • con possibilità di integrare le dichiarazioni presentate entro il 9.2017.

L’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 25.10.2016, n. 204, ha precisato che, nell’ipotesi in cui il contribuente intenda aderire fin da subito alla nuova procedura di collaborazione volontaria, potrà farlo senza attendere il prescritto provvedimento direttoriale (che dovrà essere emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 193/2016):

  • utilizzando il “vecchio” modello di istanza (approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30.1.2015, n. 13193), che dovrà essere trasmesso esclusivamente per via telematica;
  • inviando mediante posta elettronica certificata, con le modalità indicate ai sensi del punto 7 del predetto provvedimento direttoriale, una prima relazione di accompagnamento con l’indicazione dei dati e delle informazioni non previste nell’attuale modello (ad esempio, i dati relativi alle annualità 2014 e 2015).

Possono accedere alla nuova procedura di collaborazione volontaria, per la regolarizzazione degli investimenti illecitamente detenuti all’estero, i soggetti residenti tenuti alla compilazione del quadro RW, ossia persone fisiche, società semplici (e i soggetti ad esse equiparati), gli enti non commerciali (compresi i trust residenti) che:

  • non abbiano già presentato in precedenza l’istanza (anche per interposta persona);
  • non siano destinatari di ispezioni, verifiche, accertamento o procedimenti penali relativi all’ambito di applicazione della procedura in

Restano, in ogni caso, esclusi dalla riapertura dei termini della voluntary disclosure-bis i contribuenti non destinatari degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale o che, essendone obbligati, vi abbiano adempiuto correttamente: questi soggetti potranno, infatti, definire le violazioni connesse agli obblighi di dichiarazione (imposte sui redditi, Irap, Iva e adempimenti del sostituto di imposta), aderendo alla voluntary disclosure c.d. "nazionale".

La voluntary disclosure-bis consentirà di regolarizzare gli investimenti illecitamente detenuti in Paesi esteri, beneficiando di una riduzione del 50% sulle sanzioni relative alle violazioni in materia di monitoraggio fiscale. Per gli investimenti detenuti in uno Stato a fiscalità privilegiata (D.M. 21.11.2001 e D.M. 4.5.1999), l’abbattimento delle sanzioni da RW al 50% del minimo opera se prima della nuova sanatoria è entrato in vigore:

  • un accordo che consente un effettivo scambio di informazioni ai sensi dell’art. 26 del modello OCSE, ovvero;
  • un accordo per lo scambio di informazioni elaborato nel 2002 dall’OCSE e denominato Tax Information Exchange Agreement (TIEA).

Rispetto alla versione della voluntary disclosure in vigore nel 2015, i contribuenti potranno effettuare il versamento del dovuto in autoliquidazione, provvedendo al versamento di quanto dovuto a titolo di imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni in base all’istanza, alternativamente:

  • in un’unica soluzione, entro il 9.2017;
  • in tre rate mensili di pari importo (la prima da corrispondersi entro il 30.9.2017), qualora il contribuente decida di optare per il versamento rateale;
  • senza avvalersi della compensazione prevista dall’art. 17 del DLgs. 241/97.

È altresì disposto che, nel caso in cui gli autori delle violazioni non provvedano spontaneamente al versamento delle somme dovute entro il termine del 30.9.2017 o qualora il versamento delle somme dovute risulti insufficiente, l’Agenzia delle Entrate possa liquidare le imposte, le ritenute, i contributi, gli interessi e le sanzioni per tutte le annualità oggetto di regolarizzazione attraverso l’emissione di un invito al contraddittorio in applicazione del disposto dell’art. 5, co. da 1-bis a 1-quinquies, del D.Lgs. 218/97 vigente alla data del 30.12.2014.

Alla “nuova” voluntary disclosure sono applicabili, in generale, le disposizioni di cui agli artt. da 5-quater a 5-septies del citato Decreto tenendo però conto che i termini di accertamento ex artt. 43 del D.P.R. 600/73, 57 del D.P.R. 633/72 e 20 del D.Lgs. 472/97 scadenti a decorrere dall’1.1.2015 sono fissati al:

  • 12.2018 per le sole attività oggetto di collaborazione volontaria limitatamente agli imponibili, imposte, ritenute, contributi, sanzioni e interessi relativi alla procedura in commento e per tutte le annualità e le violazioni oggetto della procedura stessa;
  • 6.2017 per le istanze presentate per la prima volta.

Con riferimento alle “sole attività” oggetto della “nuova” collaborazione volontaria il contribuente è esonerato dalla presentazione del quadro RW del modello Unico 2017 e per la frazione d’anno antecedente la presentazione dell’istanza: è altresì esonerato dall’indicazione, ai fini reddituali, delle attività “suscettibili   di generare redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, e per i redditi derivanti dall’investimento in azioni o quote di fondi comuni di investimento non conformi alla direttiva 2009/65/CE per i quali è versata l’IRPEF con l’aliquota massima oltre alla addizionale regionale e comunale” se le relative informazioni sono analiticamente riportate nella relazione di accompagnamento. In tal caso, il versamento di quanto dovuto va effettuato in un’unica soluzione, entro il 30.9.2017.

 

CONTROLLI SULLE RESIDENZE ALL’ESTERO

I Comuni inviano, entro i 6 mesi successivi alla richiesta di iscrizione all’Aire (anagrafe degli italiani residenti all’estero), i dati dei richiedenti all’anagrafe. Tali attività sono esercitate anche nei confronti delle persone fisiche che hanno chiesto l’iscrizione all’Aire a decorrere dall’1/1/2010.


 

La rottamazione delle cartelle

La rottamazione cartelle entra nel vivo. Sul sito di Equitalia sono state pubblicate le istruzioni per compilare la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata. Il modello deve essere compilato e consegnato entro il 23 gennaio 2107 (31 marzo 2017 secondo le modifiche introdotte alla Camera) agli sportelli di: Equitalia. In alternativa, il modello può essere inviato per mail agli indirizzi di posta elettronica o pec delle direzioni regionali.

L’oggetto della definizione La compilazione di pagina 1 è obbligatoria. Nel caso si intenda definire un debito chiesto con una cartella, occorre indicare il numero della cartella. Nel caso si voglia definire un debito chiesto con un avviso di accertamento esecutivo dell’agenzia delle Entrate, affidato all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2015 (31 dicembre 2016 secondo le modifiche in arrivo), occorre indicare il numero di riferimento interno presente nell’avviso di presa in carico inviato dall’agente della riscossione. In merito agli avvisi di addebito ricevuti dall’Inps e affidati all’agente della riscossione, occorre indicare il numero dell’atto.

Il carico La compilazione di pagina 2 non è obbligatoria. Deve essere compilata solo nel caso in cui si intenda aderire alla definizione per alcuni dei debiti contenuti nelle cartelle indicate nel prospetto di pagina 1. Richiamando il numero progressivo che individua la cartella, nel prospetto si riporta l’identificativo delle somme delle quali si chiede la definizione. Se la definizione riguarda solo alcuni degli Enti presenti in cartella, si dovrà indicare il numero di ruolo che si trova nella sezione «Dettaglio degli importi dovuti fornito dall’Ente che ha emesso il ruolo». Se la definizione riguarda somme di competenza di uno stesso Ente, si dovrà indicare il riferimento desumibile alla voce «estremi dell’atto» nella sezione «Dati identificativi della cartella».

Il pagamento Nel modello si devono indicare le modalità di pagamento dell’importo dovuto a titolo di definizione agevolata, che sarà quantificato e comunicato dall’agente della riscossione, optando per: • unica soluzione; • dilazionato, specificando il numero delle rate da 2 a 4 (fino a 5, secondo le modifiche in arrivo).Si può pagare con domiciliazione bancaria, barrando la relativa casella. In questo caso, l’agente della riscossione trasmetterà, con la «Comunicazione di adesione», anche il modulo per l’addebito.

Giudizi pendenti Nel modulo di adesione si deve dichiarare la presenza o meno di giudizi pendenti che interessano le somme oggetto della dichiarazione di adesione. In caso di giudizi pendenti, è necessario assumere l’impegno a rinunciarvi.

Super ammortamenti 140%

Il maggior valore imputato al prezzo di riscatto sarà, invece, recuperato attraverso la procedura di ammortamento, una volta esercitata l’opzione finale di acquisto.

Si evidenzia, inoltre, che in caso di locazione finanziaria il beneficio sarà distribuito in un arco temporale generalmente inferiore rispetto all’ipotesi dell’acquisto diretto del bene; ciò in virtù della minore durata fiscale consentita dalle norme alla locazione finanziaria rispetto all’acquisto in proprietà e, in via subordinata, in virtù dell’assenza di riduzioni delle quote deducibili nel leasing il primo anno di entrata in funzione del bene. L’appeal fiscale del leasing - rispetto all’acquisto - è tanto maggiore quanto più bassa è la quota di riscatto.
 
3.1 Maggiorazione delle quote capitale e prezzo di riscatto
Come anticipato la maggiorazione del 40% riguarderà esclusivamente le quote capitale dei canoni - la cui sommatoria, unitamente al prezzo di riscatto, coincide con il costo di acquisizione del bene - restando, invece, fuori dal beneficio la quota interessi, che non rappresenta il costo di acquisizione del bene ma il costo del finanziamento in leasing finanziario.
 
Al fine di estrapolare la quota capitale dal canone complessivo è ragionevole applicare la consolidata procedura forfetaria prevista dall’“abrogato” DM 24.4.1998, già consentita per determinare la quota di interessi indeducibile ai fini IRAP, o deducibile nei limiti del 30% del ROL ai fini IRES, o ancora per individuare la quota parte del canone riferibile al terreno (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 8 e 19 del 2009).
 
3.2 Cessione del contratto di leasing
Qualora fosse ceduto il contratto di locazione finanziaria prima del riscatto, nessuna perdita del beneficio si avrebbe sulle maggiori quote dedotte dal cedente, ma né cedente, né cessionario potranno continuare a imputare le maggiori quote residue lungo la durata residua del contratto e dell’ammortamento del prezzo di riscatto (in analogia a quanto avverrebbe in caso di cessione del bene acquisito in proprietà).
 
4. Modalità operative
La norma in commento prevede che il costo di acquisizione sia maggiorato del 40%, rilevando ai fini della deducibilità degli ammortamenti e dei canoni di leasing. Pertanto, la norma sembra strutturarsi come una variazione in diminuzione da effettuarsi in dichiarazione dei redditi, senza impatti di natura contabile, eccezion fatta ovviamente per le minori imposte.
La deducibilità dei maggiori ammortamenti non imputati a Conto economico trova giustificazione nell’art. 109 co. 4 lett. b) del TUIR, in base al quale sono deducibili i componenti negativi che, pur non essendo imputabili al Conto economico, sono deducibili per disposizione di legge.
 
5. Maggior ammortamento e autovetture
La disposizione sul superammortamento si applica, limitatamente al summenzionato periodo agevolato, anche ai mezzi di trasporto.
In particolare, l’art. 1 co. 91 e 92 della legge di Stabilità 2016, oltre a prevedere la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione ai beni strumentali nuovi, in cui certo rientrano i mezzi di trasporto di cui all’art. 164 co. 1 lett. a) del TUIR, in quanto destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, nonché i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti (lettera b-bis), viene - come ulteriore agevolazione - stabilito che siano maggiorati del 40% i limiti dei costi fiscalmente riconosciuti rilevanti per la deduzione delle quote di ammortamento dei beni di cui all’art. 164 co. 1 lett. b) del TUIR.
Per effetto della maggiorazione del 40% sancita dall’art. 1 co. 92 legge di Stabilità 2016, i nuovi limiti di deducibilità per i mezzi di trasporto di cui all’art. 164 co. 1 lett. b) sotto il profilo del tetto massimo del costo d’acquisto fiscalmente riconosciuto, dovrebbero quindi essere pari a:
- 25.306 euro (in luogo dell’ordinario 18.075,99) per autovetture e autocaravan;
- 36.151,14 euro (in luogo dell’ordinario 25.822,24) per autovetture degli agenti e rappresentanti di commercio;
- 5.784 euro per i motocicli (in luogo dell’ordinario 4.131,66);
- 2.892 euro (in luogo dell’ordinario 2.065,83) per i ciclomotori.
 
6. Beni di costo unitario non superiore a 516,46
La maggiorazione del 40% opera con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento: non influisce sul limite di 516,46 euro previsto dall’art. 102 co. 5 del TUIR e pertanto la possibilità di deduzione integrale nel periodo di imposta non viene meno neanche nell’ipotesi in cui il costo del bene superi i 516,46 euro per effetto della maggiorazione del 40% (cfr. circ. Agenzia Entrate n. 23/2016).
Bene strumentale nuovo di costo unitario pari a 500 euro acquistato nel periodo agevolato.
Applicando la maggiorazione del 40% il costo fiscale del bene diventa pari a 700 euro: tale importo può essere interamente dedotto nel periodo di imposta.
 
7. Rilevanza esclusiva ai fini dell’ammortamento
La norma in commento prevede che il costo di acquisizione sia maggiorato del 40%, rilevando ai fini della deducibilità degli ammortamenti e dei canoni di leasing.

La maggiorazione in commento:
- non produce effetti ai fini dell’IRAP;
- non rileva ai fini del test dell’operativà delle società non operative.

La maggiore quota di ammortamento del periodo di imposta (variazione in diminuzione reddituale) derivante dall’agevolazione riduce il reddito minimo presunto rilevante nella disciplina delle società di comodo.

Super ammortamenti: chiarimenti

La Legge di Stabilità per il 2016 (art. 1 c. 91-94 e 97) ha previsto una maggiorazione del 40% degli ammortamenti e delle quote capitale dei canoni di leasing, ai fini delle imposte sui redditi (Ires/Irpef) e non ai fini Irap, per tutti i beni materiali strumentali nuovi, acquistati dalle imprese e dai professionisti dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016 (come già oggetto di informativa del 30.10.2015 da parte dello Studio).

L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti nel corso di Telefisco 2016 del 28 gennaio 2016.

Ambito soggettivo

I soggetti beneficiari, a prescindere dal regime fiscale adottato (ordinario o semplificato),sono:

  • I titolari di reddito di impresa (persone fisiche esercenti attività commerciale, imprese familiari, snc, sas, società consortili, spa, srl, società cooperative, enti pubblici, stabiliorganizzazioni);

  • Gli esercenti arti e professioni (persone fisiche che svolgono attività produttive di reddito di lavoro autonomo, associazioni professionali, contribuenti“minimi”).

I soggetti esclusi sono:

  • Soggetti che si avvalgono del regime forfetario ex L.190/2014;

  • Imprenditori agricoli che svolgono attività di agriturismo e che si avvalgono del regime forfetario ex L. 413/91;

  • Soggetti esercenti attivitàagricola;

  • Enti noncommerciali.

 Ambito oggettivo

Sono oggetto di agevolazione, salvo le specifiche esclusioni previste e descritte nel proseguo, i beni:

  • Materiali;

  • Strumentali;

  • Nuovi;

  • Acquistati o in leasingfinanziario.

 Rientrano pertanto nell’agevolazione anche gli autoveicoli e i computer. Rientrano anche i beni di costo unitario inferiore a eu 516,46 (Telefisco 2016 del 28.1.2016).

Sono esclusi pertanto gli investimenti in:

  • Beni immateriali (per es.software);

  • Beniusati;

  • Benimerce;

  • Materiali diconsumo.

Sono inoltre esclusi espressamente i seguenti beni elencati dalla norma, e cioè:

-     I fabbricati e lecostruzioni;

-     I beni per i quali sono stabiliti dal DM 31.12.1988 coefficienti di ammortamento inferiori al6,5%;

-     Le condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti balneari e termali e per la produzione e distribuzione di gas naturale;

-     Il materiale rotabile, ferroviario e tranviarioe

-     Gli aerei completi diequipaggiamento.

I beni possono essere:

  • Acquistati a titolo di proprietà;

  • Acquistati in leasing finanziario; l’agevolazione è esclusa per i beni utilizzati in leasing operativo (senza opzione di riscatto) e a noleggio (l’agevolazione spetta alle società di locazione/noleggio).

  • Prodotti in economia.

 

Ambito temporale

Gli investimenti oggetto dell’agevolazione sono quelli effettuati dal 15.10.2015 al 31.12.2016.

Sia per le imprese sia per i professionisti, le spese di acquisizione dei beni mobili, ai sensi dell’art. 109 c. 2 lett. a) del Tuir, si considerano sostenute:

  • Alla data di consegna ospedizione;

  • O, se successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo della proprietà o di altro dirittoreale.

  • Non assumono rilevanza la data di trasmissione dell’ordine di acquisto o il pagamento di acconti. Il beneficio spetta quindi anche se una parte delle spese per l’investimento sia stata sostenuta prima del15.10.2015.

La consegna del bene a partire dal 15.10.2015 è condizione necessaria ma non sufficiente. E’ infatti necessario che il bene sia entrato in funzione. Per esempio: un cespite acquistato nel 2016 con entrata in funzione (e inizio ammortamento per le imprese) nel 2017, sarà agevolato (ulteriore deduzione del 40%) dal 2017. Così come un cespite acquistato dopo il 15.10.2015 ed entrato in funzione nel 2016, sarà agevolato dal 2016.

 

Il meccanismo – Maggiorazione del 40% del costo di acquisto

L’agevolazione si sostanzia in una maggiorazione del 40% del costo di acquisto dei beni agevolabili ai fini dell’ammortamento (e dei canoni di leasing). Pertanto la deduzione ulteriore del 40% deve venire ripartita sulla durata del periodo (fiscale) dell’ammortamento, a prescindere dal piano di ammortamento civilistico.

La disposizione si struttura come una variazione in diminuzione da effettuarsi nella dichiarazione dei redditi ai fini Ires ed Irpef (non Irap), senza impatto di natura contabile. Si crea quindi un disallineamento: si deve gestire una sorta di doppio piano di ammortamento al fine di individuare nei vari esercizi la quota (ulteriore) da portare in deduzione nella dichiarazione deiredditi.

L’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2016 ha precisato che il maggior costo del bene deve essere ammortizzato mediante una variazione in diminuzione, quindi senza imputare a conto economico il maggior ammortamento e la variazione in diminuzione deve essere calcolata applicando i coefficienti di ammortamento fiscale ex DM 1988 a prescindere dal piano di ammortamentocivilistico.

Esempio 1 – PIANO AMMORT.TO CIVILISTICO E PIANO AMMORT.TO FISCALE COINCIDONO

La società Alfa acquista un bene agevolabile. Costo bene = eu 10.000

Costo bene maggiorato 40% = eu 14.000 Ammortamento civilistico = 20% Ammortamento fiscale ex DM1988 = 20%

 

 

COSTO 10.000

COSTO 4.000

 

ANNO

AMMORTAM. CIVILISTICO IN CONTO ECONOMICO

AMMORTAM. FISCALE SENZA

AGEVOLAZIONE

VARIAZIONI IN UNICO

VARIAZIONE IN DIMINUZIONE IN UNICO

AMMORTAM. FISCALE

CON   AGEVOLAZIONE

1

1.000

1.000

/

400

1.400

2

2.000

2.000

/

800

2.800

3

2.000

2.000

/

800

2.800

4

2.000

2.000

/

800

2.800

5

2.000

2.000

/

800

2.800

6

1.000

1.000

/

400

1.400

TOTALE

10.000

10.000

/

4.000

14.000

 

Esempio 2 – PIANO AMMORT.TO CIVILISTICO < PIANO AMMORT.TO FISCALE

La società Alfa acquista un bene agevolabile. Costo bene = eu 10.000

Costo bene maggiorato 40% = eu 14.000 Ammortamento civilistico = 33,33% Ammortamento fiscale ex DM1988 = 20%

 

 

COSTO 10.000

COSTO 4.000

 

ANNO

AMMORTAM. CIVILISTICO IN CONTO ECONOMICO

AMMORTAM. FISCALE SENZA

AGEVOLAZIONE

VARIAZIONI IN UNICO

+ in aumento

-     in diminuzione

VARIAZIONE IN       DIMINUZIONE IN UNICO

AMMORTAM. FISCALE

CON   AGEVOLAZIONE

1

1.667

1.000

+ 667

400

1.400

2

3.333

2.000

+1.333

800

2.800

3

3.333

2.000

+1.333

800

2.800

4

1.667

2.000

- 333

800

2.800

5

 

2.000

-2.000

800

2.800

6

 

1.000

-1.000

400

1.400

TOTALE

10.000

10.000

 

4.000

14.000

 

Esempio 3 – PIANO AMMORT.TO CIVILISTICO > PIANO AMMORT.TO FISCALE

La società Alfa acquista un bene agevolabile. Costo bene = eu 10.000

Costo bene maggiorato 40% = eu 14.000 Ammortamento civilistico = 15% Ammortamento fiscale ex DM1988 = 20%

 

 

COSTO 10.000

COSTO 4.000

 

ANNO

AMMORTAMENTO CIVILISTICO

IN CONTO ECONOMICO

AMMORTAMENTO FISCALE SENZA

AGEVOLAZIONE

VARIAZIONI IN UNICO

VARIAZIONE IN       DIMINUZIONE IN UNICO

AMMORTAMENTO FISCALE

CON   AGEVOLAZIONE

1

750

750

/

400

1.150

2

1.500

1.500

/

800

2.300

3

1.500

1.500

/

800

2.300

4

1.500

1.500

/

800

2.300

5

1.500

1.500

/

800

2.300

6

1.500

1.500

/

400

1.900

7

1.500

1.500

/

 

1.500

8

250

250

/

 

250

TOTALE

10.000

10.000

/

4.000

14.000

 

Casi particolari

  • Perdita fiscale: qualora la deduzione del 40% sia tale da generare una perdita fiscale quest’ultima dovrebbe essere deducibile secondo le regole ordinarie (si attendono chiarimentiufficiali);

  • Società non operative: ai fini del test per verificare l’operatività delle società, l’applicazione dei coefficienti riguarda il costo effettivo dei beni strumentali: pertanto, non rileva la maggiorazione del 40% e il maggior costo “figurativo” fiscale non comporta un innalzamento del reddito minimo dadichiarare;

  • Acconti di imposta: i super ammortamenti non producono effetti nella determinazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta in corso al 31.12.2016;

  • Studi di settore: i super ammortamenti non producono effetti sui valori per il calcolo degli studi disettore;

  • Plusvalenze e minusvalenze: i super ammortamenti non influiscono sul calcolo delle plusvalenze eminusvalenze;

  • Beni inferiori a eu 516,46: è possibile dedurre il maggior costo del 40% interamente nell’anno di acquisto (es. acquisto bene per eu 500; è possibile dedurre integralmente il costo di eu700);

  • Plafond spese manutenzione: i super ammortamenti non producono effetti sul calcolo del plafond per la deducibilità delle spese dimanutenzione.

Autoveicoli

La norma incrementa del 40% gli ammortamenti di tutte le tipologie di autovetture di imprese e professionisti nei seguenti termini:

-       Per le auto strumentali e i veicoli ad uso pubblico come quelle di autonoleggiatori, autoscuole e tassisti, per le quali è prevista la deducibilità integrale, la maggiore deduzione è pari al 40% del costo effettivo dell’autoveicolo ripartita, nel caso di acquisto, nell’arco di durata fiscale dell’ammortamento (cinque esercizi, considerando la quota del 12,5% nel primo anno) e, nel caso di leasing, in 24 mesi;

-       Per le auto in uso promiscuo concesse in benefit ai dipendenti, per le quali è prevista la deducibilità al 70%, la maggiore deduzione è pari al 70% del 40% (e cioè 28%) del costo effettivo dell’autoveicolo ripartita, nel caso di acquisto, nell’arco di durata fiscale dell’ammortamento (cinque esercizi, considerando la quota del 12,5% nel primo anno) e, nel caso di leasing, in 24 mesi;

-       Per le auto non assegnate (a disposizione), per le quali è prevista la deducibilità al 20%, la maggiore deduzione è pari al 20% del 40%(e cioè 8%) 

18.076 (tetto max fiscalmente rilevante ex art. 164 del Tuir) o b) del costo effettivo se < eu 18.076, ripartita, nel caso di acquisto, nell’arco di durata fiscale dell’ammortamento (cinque esercizi, considerando la quota del 12,5% nel primo anno) e, nel caso di leasing, in 48 mesi;

- Per le auto di agenti e rappresentanti, per le quali è prevista la deducibilità all’80%, la maggiore deduzione è pari all’80% del 40% (e cioè 32%) a) di 25.823 (tetto max fiscalmente rilevante) o b) del costo effettivo se < eu 25.823, ripartita, nel caso di acquisto, nell’arco di durata fiscale dell’ammortamento (cinque esercizi, considerando la quota del 12,5% nel primo anno) e, nel caso di leasing, in 48 mesi.

 

 

Legge stabilità 2016

La legge di stabilità in vigore dal 1.01.16 prevede le seguenti novità.

IMPOSTE DIRETTE

Riduzione aliquota Ires al 24% dal 2017

A decorrere dal 1.01.2017, con effetto per i periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31.12.2016, l'Ires è commisurata al reddito complessivo netto con l'aliquota del 24%

Proroga detrazione per efficienza energetica (65%)

La detrazione per interventi di efficienza energetica è confermata pari al 65% fino al 31.12.2016.

Proroga detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per acquisto di mobili (50%)

  • La detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia è prorogata nella misura del 50% fino al 31.12.2016.

  • È prorogata al 31.12.2016 anche la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili, nonché di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, a favore dei contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia.

Detrazione per acquisto di mobili a favore di giovani coppie

  • Le giovani coppie costituenti un nucleo familiare composto da coniugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo da almeno 3 anni, in cui almeno uno dei componenti non abbia superato i 35 anni, acquirenti di unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, beneficiano di una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, per le spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili ad arredo della medesima unità abitativa.

  • La detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50% delle spese sostenute dal 1.01.2016 al 31.12.2016 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 16.000 euro. Il beneficio non è cumulabile con la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, né con il connesso bonus mobili.

Detrazione 19% per canoni leasing per abitazione principale

  • Dall'Irpef lorda si detrae un importo pari al 19% anche dei seguenti oneri sostenuti dal contribuente, se non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo:

  1. a)            i canoni, e i relativi oneri accessori, per un importo non superiore a 8.000 euro, e il costo di acquisto a fronte dell’esercizio dell’opzione finale, per un importo non superiore a 20.000 euro, derivanti da contratti di locazione finanziaria su unità immobiliari, anche da costruire, da adibire ad abitazione principale entro un anno dalla consegna, sostenuti da giovani di età inferiore a 35 anni con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro all’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria che non sono titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa; la detrazione spetta alle condizioni previste per la deduzione degli interessi passivi derivanti da mutui per l’acquisto dell’unità immobiliare;

  2. b)           le spese di cui alla lettera precedente, alle condizioni ivi indicate e per importi non superiori alla metà di quelli sopra indicati, sostenute da soggetti di età non inferiore a 35 anni con un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro, all’atto della stipula del contratto di locazione finanziaria, che non sono titolari di diritti di proprietà su immobili a destinazione abitativa.

  • Le disposizioni si applicano dal 1.01.2016 al 31.12.2020.

Ammortamento aumentato del 40% per nuovi beni strumentali

  • Ai fini delle imposte sui redditi (ma non ai fini Irap), per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15.10.2015 al 31.12.2016, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo di acquisizione è maggiorato del 40%.

  • Fermo restando quanto disposto al punto precedente e solo per gli investimenti effettuati nello stesso periodo ivi previsto, sono altresì maggiorati del 40% anche i limiti rilevanti per la deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria degli autoveicoli a deducibilità limitata.

  • La disposizione non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali per i quali il D.M. Finanze 31.12.1988 stabilisce coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5%, agli investimenti in fabbricati e costruzioni, nonché agli investimenti in beni di cui all’allegato n. 3 annesso alla L. 208/2015 .

  • Le disposizioni non producono effetti sulla determinazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta in corso al 31.12.2015. La determinazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta in corso al 31.12.2016 è effettuata considerando, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata in assenza delle nuove disposizioni.

  • Le disposizioni non producono effetti sui valori attualmente stabiliti per l’elaborazione e il calcolo degli studi di settore.

Regime forfetario

  • Tra le condizioni per poter fruire del regime forfetario di cui all’art. 1, c. 54 L. 190/2014, previsto per i contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni, non è più richiesto che i redditi conseguiti nell’anno precedente nell'attività d'impresa, dell'arte o della professione siano in misura prevalente rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

  • Tuttavia, non possono avvalersi del regime i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.

  • Al fine di favorire l'avvio di nuove attività, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i 4 successivi, l’aliquota d’imposta è stabilita nella misura del 5% (anziché riduzione del reddito di 1/3 per il primo periodo di imposta e per i 2 successivi). Tale disposizione si applica, per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, anche ai soggetti che nel 2015 hanno iniziato una nuova attività, avvalendosi delle disposizioni vigenti anteriormente alle modifiche.

  • Il reddito forfetario costituisce base imponibile per il calcolo della contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35% (anziché mancata applicazione del minimale contributivo). La riduzione contributiva è applicabile per l’accredito della contribuzione (art. 2, c. 29 L. 335/1995).

Assegnazione o cessione agevolata ai soci di beni immobili non strumentali

  • Le Snc, Sas, Srl, Spa e Sapa che, entro il 30.09.2016, assegnano o cedono ai soci beni immobili, diversi da quelli strumentali, o beni mobili iscritti in pubblici registri non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, possono applicare disposizioni agevolate a condizione che tutti i soci risultino iscritti nel libro dei soci, ove prescritto, alla data del 30.09.2015, ovvero che siano iscritti entro il 30.01.2016, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore al 1.10.2015.

  • Le medesime disposizioni si applicano alle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni e che entro il 30.09.2016 si trasformano in società semplici.

  • Sulla differenza tra il valore normale dei beni assegnati o, in caso di trasformazione, quello dei beni posseduti all’atto della trasformazione, e il loro costo fiscalmente riconosciuto, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap nella misura dell’8% ovvero del 10,5% per le società considerate non operative in almeno 2 dei 3 periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione, cessione o trasformazione.

  • Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano sono assoggettate a imposta sostitutiva nella misura del 13%.

  • Per gli immobili, su richiesta della società e nel rispetto delle condizioni prescritte, il valore normale può essere determinato in misura pari a quello risultante dall’applicazione all’ammontare delle rendite risultanti in Catasto dei moltiplicatori determinati con i criteri e le modalità previsti ai fini dell’imposta di registro (art. 52, c. 4 Dpr 131/1986).

  • In caso di cessione, ai fini della determinazione dell’imposta sostitutiva, il corrispettivo della cessione, se inferiore al valore normale del bene ex art. 9 Tuir, ovvero al valore catastale, è computato in misura non inferiore a uno dei due valori.

Effetti dell’assegnazione agevolata

  • Il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute dai soci delle società trasformate è aumentato della differenza assoggettata a imposta sostitutiva.

  • Nei confronti dei soci assegnatari non si applicano le disposizioni di cui all’art. 47, c. 1, 2° p. e cc. 5-8 Tuir; pertanto, per il socio assegnatario è prevista la tassazione degli utili in natura eccedente la somma assoggettata ad imposta sostitutiva dalla società. Tuttavia, il valore normale dei beni ricevuti, al netto dei debiti accollati, riduce il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote possedute.

  • Per le assegnazioni e le cessioni ai soci agevolate, le aliquote dell’imposta proporzionale di registro eventualmente applicabili sono ridotte alla metà e le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa.

  • Le società che si avvalgono dell’assegnazione agevolata devono versare il 60% dell’imposta sostitutiva entro il 30.11.2016 e la restante parte entro il 16.06.2017, mediante modello F24. Per la riscossione, i rimborsi ed il contenzioso si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.

Rivalutazione terreni e partecipazioni

  • È possibile la rideterminazione del costo di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1.01.2016 da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.

  • Le imposte sostitutive possono essere rateizzate fino a un massimo di 3 rate annuali di pari importo, a decorrere dalla data del 30.06.2016; sull'importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 3% annuo, da versarsi contestualmente. La redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro la predetta data del 30.06.2016.

  • Sui valori rideterminati si applica un’imposta sostitutiva pari all'8%.

Rivalutazione beni d’impresa

  • Le società di capitali e gli enti commerciali, che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio, possono, anche in deroga all'art. 2426 C.C. e a ogni altra disposizione di legge vigente in materia, rivalutare i beni d'impresa e le partecipazioni, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività di impresa, risultanti dal bilancio dell'esercizio in corso al 31.12.2014.

  • Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap a decorrere dal 3° esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita (1.01.2018), mediante il versamento di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'Irap e di eventuali addizionali nella misura del:

  1. a)            16% per i beni ammortizzabili;

  2. b)           12% per i beni non ammortizzabili

  • Limitatamente ai beni immobili, i maggiori valori iscritti in bilancio si considerano riconosciuti con effetto dal periodo d'imposta in corso alla data del 1.12.2017.

Trasmissione dei dati sanitari e dichiarazione precompilata

  • I dati relativi alle prestazioni mediche erogate devono essere trasmessi dal 2015 (anziché nel 2015) al sistema tessera sanitaria. I dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate a partire dal 1.01.2016 sono inviati al Sistema tessera sanitaria, anche da parte delle strutture autorizzate per l’erogazione dei servizi sanitari e non accreditate.

  • Tutti i cittadini, indipendentemente dalla predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata, possono consultare i dati relativi alle proprie spese sanitarie acquisiti dal Sistema tessera sanitaria mediante i servizi telematici messi a disposizione dal Sistema tessera sanitaria.

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IVA

Aumento aliquote Iva

  • L'aliquota IVA del 10% è incrementata di 3 punti percentuali (13%) a decorrere dal 1.01.2017.

  • L'aliquota IVA del 22% è incrementata di 2 punti percentuali (24%) dal 1.01.2017 e di un ulteriore punto percentuale (25%) dal 1.01.2018.

Note di variazione dell’imponibile o dell’imposta ai fini Iva

  • È integralmente sostituito l’art. 26 Dpr 633/1972 in materia di variazioni dell’imponibile o dell’imposta.

  • Se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l’ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili o in conseguenza dell’applicazione di abbuoni o sconti previsti contrattualmente, il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola. Tale disposizione non può essere applicata dopo il decorso di un anno dall’effettuazione dell’operazione imponibile qualora gli eventi ivi indicati si verifichino in dipendenza di sopravvenuto accordo fra le parti e può essere applicata, entro lo stesso termine, anche in caso di rettifica di inesattezze della fatturazione che abbiano dato luogo alla fattispecie della falsa fatturazione, ovvero all’indicazione di importi superiori a quelli reali (art. 21, c. 7 Dpr 633/1972). La disposizione si applica anche in caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, da parte del cessionario o committente:

  1. a)            a partire dalla data in cui quest’ultimo è assoggettato a una procedura concorsuale o dalla data del decreto che omologa un accordo di ristrutturazione dei debiti, o dalla data di pubblicazione nel Registro delle Imprese di un piano attestato;

  2. b)           a causa di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose.

Facoltà di emissione della variazione in diminuzione dell’imponibile ai fini Iva

Le nuove disposizioni di carattere sostanziale si applicano nei casi in cui il cessionario o committente sia assoggettato a una procedura concorsuale successivamente al 31.12.2016. Le altre modifiche, in quanto volte a chiarire l’applicazione delle disposizioni e quindi di carattere interpretativo, si applicano anche alle operazioni effettuate anteriormente alla data di cui al periodo precedente.

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IMU/TASI

Presupposto impositivo TASI

Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di fabbricati e di aree edificabili, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli e dell’abitazione principale, come definiti ai sensi dell’IMU, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

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LAVORO E PREVIDENZA

Esonero 40% dei contributi per assunzioni a tempo indeterminato

  • Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclusi i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro domestico, decorrenti dal 1.01.2016 con riferimento a contratti stipulati non oltre il 31.12.2016, è riconosciuto:

-              per un periodo massimo di 24 mesi, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche;

-              l’esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail;

-              nel limite massimo di un importo di esonero pari a 3.250 euro su base annua.

Aliquota contributiva lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata

Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini Iva, iscritti alla gestione separata, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l’aliquota contributiva è confermata al 27% anche per l’anno 2016. Considerando l’aliquota aggiuntiva dello 0,72%, l’aliquota contributiva complessiva è quindi pari a 27,72%.

Obblighi dei sostituti di imposta

  • I sostituti d'imposta che comunicano ai propri sostituiti, entro il 15 gennaio di ogni anno, di voler prestare assistenza fiscale provvedono anche a comunicare all’Agenzia delle Entrate in via telematica il risultato finale delle dichiarazioni (mod. 730-4) entro il 7.07.

  • I sostituti d’imposta, comprese le Amministrazioni dello Stato, anche con ordinamento autonomo, che effettuano le ritenute sui redditi, tenuti al rilascio della certificazione, trasmettono in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite gli incaricati, la dichiarazione unica (mod. 770), relativa all’anno solare precedente, entro il 31.07 di ciascun anno.

  • Le certificazioni uniche sono trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite gli incaricati, entro il 7.03 dell’anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti. Entro la stessa data sono altresì trasmessi in via telematica gli ulteriori dati fiscali e contributivi e quelli necessari per l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali e assicurativi, i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate ai soli fini contributivi e assicurativi nonché quelli relativi alle operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell’assistenza fiscale prestata. Le trasmissioni in via telematica delle comunicazioni uniche effettuate sono equiparate a tutti gli effetti all’esposizione dei medesimi dati nella dichiarazione annuale (mod. 770). Pertanto, se con la presentazione della comunicazione unica sono inviati tutti i dati fino ad ora richiesti nel mod. 770, viene meno l’obbligo di presentare tale modello. L’obbligo di presentazione del mod. 770 entro il

31.07 permane per coloro che sono tenuti a comunicare dati non inclusi tra quelli previsti nella comunicazione unica.

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AGEVOLAZIONI

Patent box

  • A sensi dell’art. 1, c. 39 L. 190/2014 i redditi derivanti dall'utilizzo di software protetto da copyright, da brevetti industriali, da marchi d'impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono a formare il reddito complessivo in quanto esclusi per il 50% del relativo ammontare. Il termine opere dell’ingegno è stato sostituito da software protetto da copyright.

  • Qualora più beni tra quelli oggetto dell’agevolazione, appartenenti a un medesimo soggetto, siano collegati da vincoli di complementarietà e siano utilizzati congiuntamente ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi, tali beni possono costituire un solo bene immateriale ai fini delle disposizioni agevolative.

Art bonus

Il credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura (art bonus) è riconosciuto non più in forma sperimentale per i 3 periodi di imposta successivi al 31.12.2013 ma, a regime, nella misura del 65% delle erogazioni effettuate.

Carta per eventi culturali a chi compie 18 anni nell’anno 2016

La Carta, dell’importo nominale massimo di euro 500 per l’anno 2016, può essere utilizzata per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’acquisto di libri nonché per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo.

Credito di imposta per sistemi di videosorveglianza

  • Per le spese sostenute da persone fisiche non nell’esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa, ai fini dell’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme, nonché per quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali, è riconosciuto un credito d’imposta ai fini dell’imposta sul reddito, nel limite massimo complessivo di 15 milioni di euro per l’anno 2016.

  • Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze saranno definiti i criteri e le procedure per l’accesso al beneficio e per il suo recupero in caso di illegittimo utilizzo.

Contributo per acquisto di uno strumento musicale

  • Per l’anno 2016 agli studenti dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati, iscritti ai corsi di strumento secondo il precedente ordinamento e ai corsi di laurea di primo livello secondo il nuovo ordinamento, è concesso un contributo una tantum di 1.000 euro, non eccedente il costo dello strumento, per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi, nel limite delle risorse stanziate.

  • Il contributo è anticipato all’acquirente dello strumento dal rivenditore sotto forma di sconto sul prezzo di vendita ed è a questo rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da utilizzare in compensazione

Riscossione canone RAI

  • Per l’anno 2016 la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato è pari, nel suo complesso, all’importo di euro 100 (anziché 113,50 euro).

  • Il canone di abbonamento è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

  • Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica, il pagamento del canone avviene in 10 rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate. Le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, s’intendono scadute il 1° giorno di ciascuno dei mesi da gennaio a ottobre.

  • In sede di prima applicazione, avuto riguardo ai tempi tecnici necessari all’adeguamento dei sistemi di fatturazione, nella prima fattura successiva al 1.07.2016 sono cumulativamente addebitate tutte le rate scadute.

Soppressione tassa unità da diporto

È soppressa la tassa annuale di stanziamento sulle unità da diporto ex art. 16, c. 2 D.L. 201/2011.

Pagamenti in contanti

È vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a 3.000 euro (anziché 1.000).

 

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ACCERTAMENTO/CONTENZIOSO

 

Termini per gli accertamenti Iva

  • Gli avvisi relativi alle rettifiche e agli accertamenti previsti nell’art. 54 e nell’art. 55, c. 2 Dpr 633/1972 devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31.12 del 5° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

  • Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione, o di presentazione di dichiarazione nulla, l’avviso di accertamento dell’imposta può essere notificato entro il 31.12 del 7° anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

Termini per gli accertamenti ai fini delle imposte dirette

  • Gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31.12 del 5° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

  • Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla l’avviso di accertamento può essere notificato entro il 31.12 del 7° anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

 

Applicazione dei nuovi termini di accertamento

  • Le disposizioni si applicano agli avvisi relativi al periodo d’imposta in corso alla data del 31.12.2016 e ai periodi successivi.

  • Per i periodi d’imposta precedenti, gli avvisi di accertamento devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31.12 del 4° anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione ovvero, nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di dichiarazione nulla, entro il 31.12 del 5° anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.

 

Applicazione nuovo sistema sanzionatorio tributario

Le disposizioni sul nuovo sistema sanzionatorio tributario, introdotte dal D.Lgs. 158/2015, si applicano a decorrere dal 1.01.2016, anziché dal 1.01.2017.

 

Novità IVA tablet e pc

Con la presente è nostra cura comunicarVi che, a seguito della modifica apportata dal D.Lgs. n. 24/2016 all’art. 17, comma 6, lettera c), del D.P.R. n. 633/1972, per le cessioni di tablet PC, laptop e console da gioco effettuate a decorrere dalla data del 2 maggio, l’IVA si applica con il c.d. “meccanismo del reverse charge” a condizione che il cessionario sia soggetto passivo d’imposta nel territorio dello Stato.
In merito al momento di effettuazione dell’operazione, occorre tener presente quanto stabilito dall’art. 6, commi 1 e 4, del D.P.R. n. 633/1972: il meccanismo del reverse charge si applica, quindi, alle cessioni di tali beni se, a partire dalla data del 2 maggio, avviene la consegna o la spedizione del bene, l’emissione della fattura o viene effettuato il pagamento (in tutto o anche solo in parte) del corrispettivo pattuito. Si sottolinea che l’inversione contabile è prevista unicamente per (i) tablet PC (tablet dotati di sistemi operativi che li fanno funzionare come computer), (ii) laptop (computer portatili) e (iii) console da gioco. Non, invece, per i personal computer da tavolo. Il medesimo meccanismo si applica, inoltre, alle cessioni di dispositivi a circuito integrato, quali microprocessori e unità centrali di elaborazione, effettuate prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale. Con il medesimo decreto è stata, infine, abolita la previsione dell’inversione contabile per le cessioni di componenti ed accessori di telefoni cellulari (di cui all’art. 17, comma 6, lettera b) del D.P.R. n. 633/1972).

 

 

 

STUDIO PONCHIO SOCIETA' TRA PROFESSIONISTI DOTTORI COMMERCIALISTI CPA S.R.L. T.P. - C.F. 01775330382